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Berlusconi rilancia ancora: «modello Pratica di Mare» per…

L’INTESA NATO-RUSSIA DEl 2002

Berlusconi rilancia ancora: «modello Pratica di Mare» per risolvere la crisi in Siria

Dopo lo strappo sulla Siria occorre riavvicinare Washington e Mosca. Ma come? Silvio Berlusconi ha la sua formula. O meglio, il modello da replicare: Pratica di Mare. L’ex premier lo ribadisce anche oggi, in una lettera al Corriere della Sera. «Quindici anni fa - scrive - il nostro governo mise intorno a un tavolo, a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa, in uno storico accordo che avrebbe potuto inaugurare una nuova epoca, di alleanza e non più di contrapposizione. Oggi - continua il Cavaliere - un governo autorevole potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione, perché l’Italia proprio nel Mediterraneo ha grandi interessi in gioco ma ha anche un ruolo imprenscindibile».

Il ritorno del modello nelle dichiarazioni degli esponenti di Forza Italia
Tutta Forza Italia rilancia in forze questo modello. Ultima in ordine di tempo la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che potrebbe ottenere dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un incarico esplorativo finalizzato a superare l’attuale stallo nel processo di formazione del nuovo governo. Ieri, rispondendo a una domanda su quale fosse la sua opinione su ciò che sta succedendo in Siria, Casellati è ricorsa alla formula tanto cara al leader del suo partito. «Più che una opinione il mio è un monito a trovare di nuovo il dialogo, a ricercare le varie diplomazie perché finisca questa escalation, io mi auguro che ritorni lo spirito di Pratica di Mare che aveva unito vari popoli in un momento in cui sembrava impossibile e invece si è realizzato. In questo momento non ci resta altro che aspettare che le diplomazie facciano il loro corso». Nei giorni precedenti rimandi al precedente della località sul litorale romano sono arrivati dalla capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini, e dai senatori azzurri Maurizio Gasparri e Lucio Malan.

Il vertice di Pratica di Mare nel 2002: nasce il Consiglio Nato-Russia
Ma che cosa è accaduto a Pratica di Mare, la base militare a sud di Roma? Il 28 maggio del 2002 i rappresentanti di 19 membri della Nato - tra i quali il presidente Usa George W.Bush, quello francese Jacques Chirac, il premier spagnolo Josè Maria Aznar e quello italiano Silvio Berlusconi - hanno sottoscritto con la Federazione russa, rappresentata anche allora da Vladimir Putin, la Dichiarazione di Roma, che di fatto ha aperto le porte dell’Alleanza atlantica a Mosca. È nato un Consiglio a venti, composto dai paesi Nato e dalla Russia. In questa sede i membri potranno discutere e adottare decisioni su base paritaria su nove temi: lotta al terrorismo, gestione delle crisi, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, controllo degli armamenti e misure di rafforzamento della fiducia reciproca, difesa contro i missili di teatro, operazioni di salvataggio in mare, cooperazione militare e riforma dei sistemi di difesa, piani a fronte di emergenze civili, sfide e nuove minacce. Le decisioni, hanno spiegato i leader in quelle ore, sarebbero state prese con il metodo del «consenso», sulla base di «un dialogo comune».

Karaganov: la Russia rafforza il rapporto con Nato per limitare gli Usa
In quell’occasione «per la prima volta la Russia entrò in Occidente», ha commentato anni dopo lo stesso Berlusconi. Diversa invece la visione di Sergej Karaganov, ex presidente del Consiglio per la politica estera e di sicurezza della Federazione Russa: con la sottoscrizione della Dichiarazione di Roma e la promozione di una cooperazione con la Nato, spiegò, Mosca ha dimostrato di essere interessata al rafforzamento della Nato proprio per tentare di limitare la sempre più incontrollata egemonia degli Stati Uniti. Insomma un maggiore dialogo con l’Alleanza Atlantica sì, ma per legare le mani al nemico di sempre, scongiurandone atti unilaterali.

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