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Dossier Al Fuorisalone il futuro di rigenerazione urbana ed edilizia 4.0

Dossier | N. 40 articoliIl design al Salone e al Fuorisalone: la settimana d'oro di Milano

Al Fuorisalone il futuro di rigenerazione urbana ed edilizia 4.0

Un rendering della trasformazione dell’ex Garage Traversi in zona San Babila a Milano
Un rendering della trasformazione dell’ex Garage Traversi in zona San Babila a Milano

Nel 2018 il Fuorisalone di Milano si conferma un hub dinamico che, attraverso il design, integra mondi diversi, da quello della moda a quello del cibo, sposando l’innovazione e recuperando l’artigianato tradizionale. Ruolo da protagonista anche per l’architettura, naturalmente, per la rigenerazione urbana e edilizia 4.0.

Il real estate cavalca l'onda della Design Week e in diverse occasioni approfitta dell’attenzione internazionale per presentare, attraverso l’uso temporaneo degli spazi, operazioni di sviluppo o rigenerazione urbana ai blocchi di partenza.

Dopo anni di abbandono, il Garage Traversi ad esempio è pronto per la sua rinascita, e per celebrare la nuova vita dell'edificio (tra piazza San Babila e via Bagutta, sona Quadrilatero della Moda, ndr), il rivoluzionario duo di design Studio Job ha progettato “Oh oh, Milano.. I love you too…”, una lettera d’amore dalla dichiarata estetica pop per Milano, che decorerà la splendida facciata Razionalista del Garage. L’installazione è promossa da MonteNapoleone District e supportata da Hayrish, società immobiliare britannica che all’inizio del 2017 ha acquisito il Garage Traversi attraverso il fondo Hita1 gestito da Bnp Paribas Reim, con l’intento di trasformarlo in un esclusivo hub di lusso. La trasformazione dell’edificio, che riconquisterà così una nuova vita e il suo ruolo di landmark culturale all’interno della città, è stata progettata in ogni dettaglio dallo studio milanese di architettura Spi Studio.

Nel quadrilatero della moda, sarà la Galleria Manzoni ad ospitare la mostra temporanea “The secret colors of Milan”, in attesa dell’avvio di un maxi-progetto di rigenerazione promosso dal Fondo Social & Public Initiatives con un progetto dello Studio Marco Piva.

Non solo fiera al Salone del Mobile: Milano capitale del design

Il design e l’arte si integrano con il patrimonio urbano, valorizzandolo, e pochi giorni fa il Comune di Milano ha lanciato un appello per adottare le installazioni del Fuorisalone, attraverso un avviso pubblico volto a istituire il primo registro degli “Spazi diffusi del Design”, con un elenco di operatori privati disposti a donare oggetti e arredi di design destinati ad essere collocati in maniera permanente in città, dalle periferie al centro.

«Le tante installazioni che caratterizzano la design week non devono rappresentare solo un esercizio di stile per designer e architetti – ha dichiarato l'assessore alle Politiche per il Lavoro, attività produttive, moda e design, Cristina Tajani – ma un’occasione concreta per ridisegnare insieme la città e l’estetica di molti dei suoi elementi d’arredo urbano: dalle panchine alle piazze ma anche parchi, aree gioco e spazi comuni in genere. Sono già molte le realtà disponibili ad ospitare le installazioni: da Base, in via Bergognone, al Milano Luiss Hub, in via D’Azeglio, passando per i Giardini Condivisi».

Tra le centinaia di progetti studiati per animare gli spazi pubblici della città di Milano c'è quella in piazza Gae Aulenti con un’installazione luminosa firmata da Stefano Boeri Architetti per Edison, LightHenge, ideata per rendere scenografica l’idea di energia urbana. Sempre nel quartiere Isola ci sarà invece un parco giochi temporaneo, stampato in 3D, Printed playground, con componenti riciclate e riciclabili, costruite in tempo reale da un braccio robotico, su progetto di Caracol Studio.

E se nel Dna di tanti progetti del fuorisalone 2018 c’è l’innovazione, il dinamismo, l’ecosostenibilità, la personalizzazione, con ricadute sociali, attenzione particolare merita il cortile della Statele con l’iniziativa di Interni “House in motion”, dedicata all’abitare in mobilità. Tra i protagonisti di quest’anno anche alcuni architetti italiani della nuova generazione come Filippo Taidelli e lo studio Labics. Protagoniste anche due Regioni come l’Umbria e la Puglia, quest’ultima con un’installazione ideata da Dario Curatolo che con un libro-gigante racconta il progetto per realizzare 123 biblioteche di comunità nel territorio pugliese.

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