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Asse destra-sinistra, la maggiore sintonia tra gli elettori di M5S e Pd

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Asse destra-sinistra

Asse destra-sinistra, la maggiore sintonia tra gli elettori di M5S e Pd

L’Osservatorio sui partiti politici e la rappresentanza dell’università di Pisa ha sviluppato, in collaborazione con KiesCompass, il navigatoreeelettorale.it, un’applicazione che posiziona gli utenti su un piano cartesiano: sull’asse orizzontale tra l’interventismo pubblico in economia e il libero mercato (la classica dimensione destra/sinistra economica) e su quello verticale tra valori conservatori e valori progressisti.

I partiti sono stati posizionati in virtù di un’analisi dei programmi elettorali e di dichiarazioni dei leader su 16 temi economici e 16 valoriali; gli utenti in base alle loro risposte a 32 domande sugli stessi temi. Inoltre agli utenti è stata chiesta l’intenzione di voto per confrontarne il posizionamento con quello del partito preferito.

Divergenze tra partiti e sostenitori
I grafici, nei quali il posizionamento dei partiti è indicato dai simboli, mostrano una marginalità delle posizioni della gran parte dei potenziali elettori, espresse attraverso macchie di colore che denotano l’intensità della loro concentrazione, rispetto a quelle dei rispettivi partiti. I potenziali sostenitori M5S sono mediamente più progressisti del loro partito e abbastanza allineati con questo sull’asse destra/sinistra economica. Anche i potenziali elettori del Pd divergono (verso sinistra) dal partito sull’asse destra/sinistra. La Lega presenta il massimo grado di divergenza partito/elettori, visibile su ambedue le dimensioni.

La posizione dei partiti e l'allineamento con i rispettivi elettori
I simboli dei partiti indicano dove si posizionano M5S, Lega e Pd, in base ai loro programmi e alle dichiarazioni dei leader, tra valori conservatori e progressisti e tra l'interventismo pubblico in economia e il libero mercato. Le macchie di colore, più scuro al centro, indicano il posizionamento dei rispettivi elettori.
(Fonte: Osservatorio sui Partiti Politici e la Rappresentanza (OPPR) - Università di Pisa)

La “quasi sovrapposizione” tra elettori M5S e Pd
La congruenza tra posizioni individuali e posizioni dei partiti si può quindi considerare fattore solo parziale delle scelte di voto, coerentemente con i temi della campagna elettorale, spesso orientati verso simpatie o antipatie, in continuità con quella per il referendum del 2016. A questo proposito è interessante la vicinanza delle mappe di concentrazione degli orientamenti dei potenziali sostenitori del M5S e del Pd. La collocazione più a sinistra degli elettori Pd e quella più progressista dei sostenitori M5S in relazione ai rispettivi partiti determinano quasi una sovrapposizione tra i due gruppi di potenziali elettori. L’ipotesi avanzata da alcuni che ci sia stato un travaso di voti da Pd a M5S non dovuto a un disaccordo sulle politiche del partito ma piuttosto a una disapprovazione della sua leadership sembrerebbe suffragata.

Vantaggi della “non collocazione” sull’asse destra/sinistra
Ancor più importanti e potenzialmente significative sono le considerazioni possibili sul significato politico di questi posizionamenti. Nelle ultime settimane il M5S è stato al centro di tutte le riflessioni di commentatori e analisti, ma anche delle elaborazioni strategiche degli altri partiti. Questo non solo per il suo primato nell’esito elettorale, ma anche per il suo rifiuto di collocarsi in maniera esplicita sull’asse destra/sinistra. In termini pratici questo ha permesso le decisioni sulle cariche parlamentari senza un conseguente accordo per la formazione del governo.

Test per la svolta metodologica di Di Maio
Luigi Di Maio ha commissionato uno studio dei programmi elettorali degli altri partiti per formulare un programma di governo comune con chi presenti le maggiori convergenze con le posizioni di M5S. Questa scelta appare sicuramente corretta metodologicamente ma rischia di far perdere a M5S il vantaggio politico/strategico sopra ricordato. Le posizioni politiche espresse nei programmi riflettono necessariamente posizionamenti sull’asse sinistra/destra quando hanno contenuti economici, o su quella progressismo/conservazione quando hanno una valenza valoriale. Il M5S si colloca su posizioni più vicine al Pd che alla Lega su entrambi gli assi, soprattutto su quello destra/sinistra. Specie se la decisione finale dovesse essere maggiormente influenzata dalle posizioni sull’economia, l’apertura di M5S al Pd sembrerebbe più logica e desiderabile. Per di più questa avrebbe anche il conforto dell’orientamento del proprio elettorato. Finora non sono stati i programmi e le posizioni sulle politiche a determinare le scelte degli elettori e neanche quelle di M5S. I prossimi giorni riveleranno quanto sia convinta la svolta metodologica di Di Maio.

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