Italia

Il fattore “tempo” nella vendita di Alitalia

  • Abbonati
  • Accedi
il dossier

Il fattore “tempo” nella vendita di Alitalia

L’unica certezza è che per capire che destino avrà Alitalia servirà altro tempo. Ma questo “altro tempo” non potrà essere infinito, perchè la compagnia non può reggersi sulle proprie gambe, ed ha bisogno di un investitore in possesso della liquidità necessaria per restare su un mercato altamente competitivo, quale quello del trasporto aereo. È questo il ragionamento che si fa nei piani alti di uno dei ministeri che hanno in mano il dossier della compagnia (Mise, Mit e Mef), mentre si sta ultimando il decreto che proroga di sei mesi la scadenza per il miglioramento delle offerte per l’acquisto di Alitalia, posticipandola da fine aprile a fine ottobre.

Verso la proroga di sei mesi per le offerte
Nella bozza del testo, atteso molto probabilmente al prossimo consiglio dei ministri, anche la restituzione del prestito ponte da complessivi 900 milioni di euro sembra destinata a slittare alla fine dell’anno per entrambe le tranches. Anche se, su pressione dei competitor della ex compagnia di bandiera, Bruxelles - secondo diverse anticipazioni giornalistiche - si appresta ad aprire una procedura proprio sul prestito ponte: al Mise ancora non è stato notificato nulla, ma l’eventualità è ritenuta prevedibile, e si stanno preparando le carte da inviare all’Antitrust europeo per sostenere che non si è in presenza di una violazione della procedura sugli aiuti di Stato.

Le tre offerte non sono soddisfacenti
Il futuro di Alitalia appare incerto. Le tre “offerte” arrivate alla scadenza del 10 aprile (da Lufthansa, dalla cordata easyJet - in cordata con il fondo Cerberus e Delta - e da Wizzair) non hanno soddisfatto le aspettative dei commissari e del governo uscente. «Le proposte sono in alcuni casi migliorative ma non soddisfacenti - ha commentato il ministro Carlo Calenda . Ad esprimersi sul closing dovrà essere il nuovo governo».

Dal nuovo governo è prevedibile discontinuità
Il quadro è ricco di incognite. Perchè, anzitutto, non si conosce quale sarà il nuovo governo, e dalle dichiarazioni degli aspiranti premier dei due partiti che hanno vinto le elezioni, rispettivamente Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega), c’è da aspettarsi un certo grado di discontinuità. Resta da capire, ad esempio, che ruolo avrà lo Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti nella nuova Alitalia. In una situazione così fluida, i potenziali investitori rimangono in “stand by”, in attesa di avere qualche certezza in più.

© Riproduzione riservata