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Molise alle urne, no al voto disgiunto e tre opzioni sulla scheda per gli…

regionali del 22 aprile

Molise alle urne, no al voto disgiunto e tre opzioni sulla scheda per gli elettori

Sono 254mila molisani chiamati al voto per scegliere il presidente della Regione domenica prossima. Lo faranno con un sistema elettorale nuovo di zecca approvato dal consiglio regionale alla fine dello scorso anno. I seggi saranno aperti dalle 7 a alle 23 di domenica 22 aprile e gli elettori avranno tre possibilità per esprimere il proprio voto, su un’unica scheda dove sono riportati i nominativi degli aspiranti presidenti della Regione (con al lato il rispettivo simbolo) affiancati dai contrassegni delle liste, singole o coalizzate, che li appoggiano.

Voto solo al candidato presidente
Si può votare solo per il candidato presidente, tracciando un segno sul nome o sul simbolo. In questo caso però va rilevata una particolarità della nuova legge, perché il voto si estende anche a favore della lista che lo appoggia. Nel caso ad appoggiare il candidato governatore sia una coalizione di più liste, il voto si estende anche alla coalizione (ma non alle singole liste). Questi voti estesi anche alle coalizioni saranno poi contati per la distribuzione dei seggi.

Voto al presidente e a una lista collegata
È possibile tracciare inoltre un segno sia per il candidato “governatore” sia per una delle liste a esso collegate. In questo caso, l’elettore sceglie di premiare non solo il candidato governatore, ma anche una delle liste che lo appoggiano (una opzione che ha tanto più valore quando a sostenere un aspirante presidente della Regione ci siano più partiti).

Voto solo alla lista, ma no al voto disgiunto
La terza opzione: l’elettore può votare a favore solo di una lista. In questo caso però il voto si estende anche al candidato presidente collegato alla lista prescelta. A differenza di quanto avvenuto per esempio nelle ultime regionali in Lazio e Lombardia o nelle elezioni comunali, il nuovo sistema elettorale del Molise non ammette il voto disgiunto. Se si traccia una croce sul nome o sul simbolo di un candidato Presidente e su una lista diversa da quelle a lui collegate, il voto è nullo. È un po’ il meccanismo in vigore per le politiche, dove con il Rosatellum non è possibile, pena la nullità del voto, mettere la croce sul nome di un candidato di un collegio uninominale e una su una lista che appoggia un candidato avversario.

Sì alla doppia preferenza di genere
L’elettore può esprimere una o due preferenze, scrivendo il nominativo del candidato consigliere regionale (o dei candidati appartenenti alla stessa lista). Con una avvertenza. Se opta per due preferenze, deve trattarsi di candidati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda scelta. Altra particolarità da segnalare. Si può esprimere la preferenza in favore di uno o di due candidati di una lista senza tracciare nessun segno sulla lista. Il voto in questo caso è valido sia per la lista che per il candidato presidente collegato. Mentre il voto espresso per più liste collegate allo stesso candidato Presidente è attribuito al solo candidato Presidente.

Chi vince ottiene il 60% dei seggi
Il sistema elettorale molisano è un proporzionale a turno unico con premio di maggioranza. I membri del consiglio da eleggere sono 20, a cui si aggiunge di diritto il presidente della Regione. Alla sua lista o alla sua coalizione di liste vengono assegnati in consiglio almeno 12 seggi (e al massimo 14). Il sistema assicura a chi vince la maggioranza assoluta, con il 60% dei seggi. Non è prevista una percentuale minima di voti per far scattare il bonus. E le minoranze vengono tutelate, perché alle liste o alle coalizioni non collegate al candidato presidente eletto sono riservati da un minimo di sei a un massimo di otto seggi (tra questi è compreso di diritto il candidato presidente di Regione secondo classificato).

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La tagliola dello sbarramento all’8%
Una delle peculiarità di questo nuovo sistema elettorale è la soglia di sbarramento molto alta: non accedono alla distribuzione dei seggi le liste singole, o le coalizioni di liste, che appoggiano un candidato presidente che non abbiano ottenuto almeno l’8% dei voti. All’interno di una coalizione, poi, non partecipano alla ripartizione dei seggi le liste sotto il 3%.

I quattro candidati in campo
Quattro i candidati governatori in campo. Il M5s si presenta da solo, con un candidato presidente, Andrea Greco. Il centrodestra si è compattato sulla figura del commercialista Donato Toma, espressione di Forza Italia, con 9 liste di appoggio. Il centrosinistra unitario, grazie al passo indietro del presidente uscente Paolo Frattura, candida l’assessore Carlo Veneziale sostenuto da 5 liste. Completa il quadro la lista di Casa Pound, che candida Agostino Di Giacomo.

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