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Pre-incarico o esploratore, le quattro opzioni che valutano al Quirinale

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Pre-incarico o esploratore, le quattro opzioni che valutano al Quirinale

(Agf)
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Per quanto al Colle assicurino che non sia ancora stato deciso nulla, tuttavia dai ragionamenti politici dei leader si prefigurano alcuni possibili scenari sulla decisione del capo dello Stato che arriverà più probabilmente domani, altrimenti giovedì. Si attende, infatti, il passaggio di oggi in Parlamento sulla crisi in Siria su cui Salvini ha preso posizioni molto nette anti-Usa che ieri sono state definite «irresponsabili» da Luigi Di Maio mentre lui sostiene la scelta di Paolo Gentiloni. Come si sa, gli schieramenti in politica estera non sono un dettaglio per il Quirinale soprattutto in vista della formazione di un Governo. In realtà, proprio il leader grillino ieri metteva una certa fretta a Salvini avvertendolo che tra un paio di giorni chiuderà il “forno” con la Lega se non avverrà lo strappo da Berlusconi. Un modo che per alcuni asseconda le pressioni arrivate da Sergio Mattarella a evitare ulteriori perdite di tempo. Tant’è che ancora Di Maio fa sapere che oltre al mandato esplorativo (soluzione meno incalzante) possa esserci anche un pre-incarico per la presidente Casellati o per Fico. «Dobbiamo capire – ha detto ieri alla trasmissione Tv Otto e mezzo - che genere di incarico si darà ai presidenti delle Camere, aspettiamo. Ho piena fiducia in Mattarella».

Dunque, due ipotesi anche per i presidenti delle Camere – esploratori o pre-incaricati – ma con una differenza non da poco. Nel senso che se si comincia dal centro-destra è più probabile un pre-incarico alla presidente Casellati o a Salvini (o a chi indicherà Salvini) proprio per verificare se c’è la effettiva possibilità di un accordo tra tutta la coalizione (da Berlusconi a Salvini) e i 5 Stelle. Se invece si comincerà dal Movimento è chiaro che si vanno ad esplorare le opzioni alternative: solo con la Lega o con il Pd visto che il “no” al Cavaliere è già noto. Come ripetono al Quirinale nulla è deciso ma dalle parti di Palazzo Grazioli e anche di via Bellerio, si aspettano che si parta con loro. E questo perché si sono presentati uniti e compatti alle ultime consultazioni e dunque i numeri sono dalla loro parte. Certo è che ieri le dichiarazioni all’attacco del leader leghista su tutto, lasciavano pensare che lui volesse allontanarsi da ipotesi di Governo.

Comunque, se Di Maio e Salvini non riusciranno a chiudere nelle prossime ore, il capo dello Stato comincerà a mettere alla prova, una a una, le soluzioni politiche sul campo. E quindi se si comincia dal centro-destra e fallisce, subito dopo si passerà al Movimento. E solo se tutte le opzioni politiche saranno scartate dai leader ci sarà l’approdo verso un governo istituzionale o di tutti. Ma prima di raggiungere quel “porto” sicuro occorre che si misurino – o consumino - i partiti che hanno avuto il miglior risultato elettorale.

Un punto, infatti, non è in discussione per Mattarella: che si possa prescindere dall’esito delle urne. E quindi i protagonisti di questa fase saranno il centro-destra e i 5 Stelle. Salvo accertare che sono loro la causa dello «stallo». Ma questa “certificazione” avrà bisogno dei prossimi passaggi scelti dal capo dello Stato.

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