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Quando l’anima è indifesa di fronte al bullismo

contro la violenza

Quando l’anima è indifesa di fronte al bullismo

«Mi chiamo Andrea. E questo mi ha salvato». Inizia così “Indifesa”, romanzo di esordio di Giuseppe Cesaro, giornalista e musicista, dal 1998 consulente artistico e ai testi di Claudio Baglioni. E indifesa è l'anima di Andrea, vittima delle violenze e del bullismo dei compagni di classe, incompreso dal mondo degli adulti. Silenzioso in mezzo a tante voci, troppo diverso per essere accettato e compreso. Cesaro, classe 1961, ha iniziato a scrivere professionalmente alla fine degli anni Ottanta: tanti articoli, racconti, romanzi brevi, ma anche graphic novel. Per la prima volta firma un romanzo tutto suo. In tanti anni di attività ha collaborato alla realizzazione di romanzi, mémoire, saggi, biografie e sceneggiature.

Andrea è un nome da uomo in italiano, ma da donna in molte altri paesi del mondo. E questo per il protagonista del libro, pubblicato da “La nave di Teseo”, rappresenta un'ancora di salvezza identitaria, nell’amarezza della sua difficile esistenza. Vive tra due identità: quella maschile e quella femminile. E passa nel corso della vita molte volte dall’una all’altra. «Ho sempre abitato lo stadio sbagliato. Uovo, quando tutti erano bruchi; bruco, quando erano pupe, e pupa, quando erano adulti. La mia è la storia di una irrecuperabile mancanza di sincronia». La solitudine non è scelta ed è mescolata a una costante sofferenza. Una solitudine che accompagna la vita di Andrea, almeno fino all'incontro con Livia, l'unica che lo comprende e gli vuole bene e gli insegna ad amare.

Andrea sogna di fuggire dalle cattiverie dei suoi compagni, di cancellare il senso di estraneità dal mondo poco ospitale che lo circonda. È un bambino fuori tempo, sempre qualche passo indietro rispetto agli altri, quelli felici, ricchi, normali, quelli che lo deridono e lo fanno soffrire. La sua è una parabola sulla solitudine, è una ricerca che dalle ferite porti al riscatto.

Il padre di Andrea è severo, distaccato dall'anima sensibile di un figlio che lo confonde. Che si preoccupa del vento di ribellione degli anni Sessanta, ma solo perché il figlio non se sia contagiato. Andrea resta per anni chiuso nella sua solitudine, tra il sogno della musica e il richiamo del mare, intrappolato in un corpo misterioso che soltanto la madre proteggere, fino a quando, nell'incontro con Livia, forse potrà aprirsi alla possibilità di essere accolto e amato.

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