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Dossier Rally Sanremo: il racconto della due giorni ligure

Dossier | N. 5 articoliSpeciale Motorsport, il mondo delle gare tra adrenalina e innovazione

Rally Sanremo: il racconto della due giorni ligure

Dal 12 al 14 aprile a Sanremo i motori sono stati i protagonisti. E a farli risuonare per le valli dell'entroterra ci hanno pensato gli equipaggi del Campionato Italiano Rally, Campionato italiano Rally Auto storiche, Leggenda e Coppa dei Fiori. Un capitolo a parte per gli iscritti al terzo EcoRally che sono transitati sulle strade montuose con le auto elettriche. Ma torniamo ai decibel.

Una sfida nella sfida, con le condizioni atmosferiche che hanno minacciato la prima giornata, soprattutto per gli equipaggi del Rally storico che si sono divisi nella scelta degli pneumatici, c'è chi ha optato per delle semi-intermedie, chi per delle asciutto e chi ha reputato che il bagnato sovrastasse. Tutti i piloti sono partiti molto cauti, infatti tra il primo e il secondo giro dei tratti cronometrati (erano tre prove da ripetersi due volte), i tempi sono stati abbassati più o meno da tutti, a conferma che hanno trovato il giusto feeling con auto e asfalto. Il miglior compromesso è stato trovato da Bossalini-Ratnayake su Porsche 911 Sc Rs seguito da un'altra Porsche 911 Sc, quella di Da Zanche-De Luis e dalla leggendaria Lancia Delta Integrale 16V di “Lucky”-Pons.

Il Rally Moderno, invece, ha seguito un programma diverso con partenza nel pomeriggio e subito una prova spettacolo di 2,56 km davanti a un ampio pubblico accorso dalla città per vedere danzare le auto da rally. A vincerla, l'equipaggio campione italiano in carica, Andreucci-Andreussi sulla loro fidata Peugeot 208 T16 di Peugeot Italia. Dietro di loro di soli 1.5 secondi Crugnola-Fappani su Ford Fiesta tallonato da Campedelli-Canton su Ford Fiesta.
All'imbrunire, i bolidi da corsa si sono trasferiti sulle montagne per far cantare nel loro habitat le auto. A dare la zampata, la Peugeot 208 T16 del duo Andreucci-Andreussi che hanno terminato la prima tappa, composta da sei prove speciali, con un vantaggio di 12 secondi su Scandola-D'Amore e 12.8 secondi su Campedelli-Canton.

Dopo i due giorni di gara e le numerose insidie, a conquistare il gradino più alto del podio è stato l'equipaggio Andreucci-Andreussi sulla loro Peugeot 208 T16, seguiti da Campedelli-Canton su Ford Fiesta e Scandola-D'Amore su Skoda Fabia. Un po' di sfortuna per Peugeot che ha visto l'abbandono nel primo giorno dell'equipaggio Pollara-Princiotto su 208 T16 e per Ford Racing con l'equipaggio Crugnola-Fappani che all'ultima prova hanno accusato una perdita di pressione di uno pneumatico perdendo così tempo prezioso e la terza posizione ma finendo comunque sesti assoluti.

Nel rally storico, il podio è composto da Da Zanche-De Luis su Porsche 911 Sc, seguiti dall'equipaggio “Lucky”-Pons su Lancia Delta Integrale 16V e da Negri-Coppa su Porsche 911 Rsr. Auto che hanno una lunga storia e che vederle e sentirle sulle vallate fa ritornare alla mente i ricordi degli anni '70, '80 e '90.

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