Italia

Siria, Di Maio: «Bene Gentiloni, Salvini irresponsabile»

intervista a “8 e mezzo”

Siria, Di Maio: «Bene Gentiloni, Salvini irresponsabile»

«Bene ha fatto il presidente Gentiloni a non partecipare all'attacco». La posizione italiana sul conflitto in Siria e sul recente attacco alle basi militari di Assad sono al centro dell'intervista registrata nel pomeriggio dal capo politico del M5S, Luigi Di Maio, per la trasmissione “Otto e mezzo” (La 7). Di Maio ha ribadito che la “sua” linea è quella della diplomazia internazionale, sotto l'egida dell'Onu, nel quadro delle consolidate alleanze occidentali dell'Italia. Tranchant, invece, il giudizio («irresponsabili perché fatte da un palco elettorale») sulle dichiarazioni sullo stesso tema espresse dal segretario della Lega: «Non si affronta così una questione internazionale così delicata».

La presa di distanza dalla politica estera della Lega
Nel mirino di Di Maio la linea di politica estera proposta stamani da Matteo Salvini nel corso di un comizio a Larino (Campobasso), secondo cui «se facciamo parte di un'alleanza prima di sostenere qualcuno che spara missili o bombe a caso bisogna pensarci due volte perché poi il problema ce l'abbiamo noi in Italia». Il mio faro, ha spiegato Di Maio alla giornalista Lilli Gruber, «rimane l'articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra». Per questo «bene ha fatto Gentiloni a non partecipare all'attacco, bisogna continuare con la diplomazia. Troverà sempre me contrario chi vuole approfittare della Siria per sganciarci dagli alleati storici. Non devono essere casus belli per riposizionare Italia».

Sommergibile Usa a Napoli, Gentiloni chiarisca in Parlamento
A Gentiloni, che domani pomeriggio riferirà prima alla Camera poi al Senato sugli sviluppi della situazione in Siria, Di Maio ha invece chiesto di chiarire la vicenda del sottomarino nucleare Usa “John Warner” che avrebbe attraccato recentemente nel porto di Napoli. «Non è chiaro se quel sottomarino abbia partecipato all'attacco in Siria», ha sottolineato Di Maio riferendosi all'ipotesi che dal sottomarino siano effettivamente partiti sei degli oltre cento missili che hanno colpito la Siria nei giorni scorsi.

Lo stallo politico e la fiducia in Mattarella
Parlando invece dello stallo politico che caratterizza il dopo voto, Di Maio ha assicurato che il M5S non teme il ritorno alle urne: in caso di nuove elezioni «potremmo aumentare i parlamentari, ma poi cosa facciamo, ci ripresentiamo da Mattarella senza una maggioranza certa? Se non ci sono i presupposti si può anche tornare a votare con questa legge elettorale, a meno che non troviamo un modello che dia una maggioranza certa». «Noi possiamo ambire al 40%», ha aggiunto Di Maio. «La regola dei due mandati è vigente in M5S, ma non stiamo affrontando questo dibattito, non si apre ora perché non ci sono nuove elezioni». Quanto all'ipotesi di un incarico affifdato a un presidente di uno dei due rami del Parlamento il capo politico ha ricordato che il M5S «si è sempre sentito garantito dal capo dello Stato», e proprio per evitare di mettere in difficoltà Mattarella «le forze politiche dovrebbero trovare un'intesa perché la situazione non si può pretendere che la risolva il Quirinale».

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