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Falciani: «Io, moneta di scambio nella questione catalana»

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Parla l’uomo di Swissleaks

Falciani: «Io, moneta di scambio nella questione catalana»

«Il mio arresto è una vicenda totalmente politica. La Svizzera sta approfittando della momentanea debolezza del governo spagnolo». Hervé Falciani è finito suo malgrado nel tritacarne della questione catalana e lo ribadisce con forza in questa intervista. Mercoledì 4 aprile l’ingegnere informatico italo-francese che ha rivelato l’esistenza di oltre 130mila conti bancari di veri o presunti evasori fiscali alla Hsbc Private Bank di Ginevra è stato arrestato a Madrid e rimesso in libertà vigilata il giorno dopo in attesa che si decida sulla sua estradizione chiesta dalla Svizzera.

Nella Confederazione elvetica, l’ex dipendente della Hsbc è stato condannato a cinque anni di reclusione per spionaggio economico.
Falciani ha potuto vivere finora indisturbato in Spagna, anche perché nel 2013 la magistratura di Madrid ha respinto la richiesta di estradizione in Svizzera visto che per la legge spagnola l’ingegnere italo-francese non ha commesso alcun reato.

Ma nel frattempo è scoppiata la questione catalana. L’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, fuggito in Belgio, è stato arrestato in Germania e rilasciato su cauzione il 5 aprile. E in Svizzera hanno trovato rifugio due esponenti dell’indipendentismo catalano: Marta Rovira e Anna Gabriel, entrambe ricercate dai magistrati di Madrid. Ed è questo, forse, il problema.

Falciani si trova adesso in una località vicino a Valencia, in Spagna, dove ha l’obbligo di risiedere e dove continua a lavorare. Della sua difesa si occupa lo studio legale dell’ex giudice Baltasar Garzòn.

Falciani, in Spagna sembra esserci una sola persona arrestata per la “lista Falciani”: lei.
Già...

Perché sostiene che la sua vicenda è una questione politica?
Perché la situazione politica spagnola è molto complicata ed evidentemente per gli svizzeri è un buon momento per chiedere l’estradizione sfruttando la debolezza di Madrid. Hanno approfittato del fatto che sul loro territorio ci sono due indipendentiste catalane.

Lei ha dichiarato di non essere a favore dell’indipendenza della Catalogna. La sua posizione è vicina a quella di Podemos e del sindaco di Barcellona, Ada Colau, che non a caso hanno preso posizione a suo favore. E Podemos sta presentando mozioni a suo sostegno nelle assemblee regionali spagnole.
Ero anche ieri insieme a esponenti di Podemos per discutere delle prossime iniziative. Vorrebbero invitarmi a parlare al Parlamento di Madrid, dove è in discussione una legge per rafforzare la tutela dei whistleblower.

“Prima delle ultime elezioni ho partecipato all’elaborazione del programma economico del Movimento 5 Stelle”

Hervé Falciani  

In Italia è stato il Movimento 5 Stelle a esprimersi in suo appoggio contro l’estradizione. Al Parlamento europeo, su iniziativa dei deputati Marco Valli e Laura Agea, 34 parlamentari di varie nazionalità hanno sottoscritto un documento in cui si chiede la sua liberazione.
Prima delle ultime elezioni legislative in Italia ho partecipato all’elaborazione del programma economico del Movimento 5 Stelle, per la parte che riguarda le forme di pagamento elettronico cittadine. Ma con il Movimento 5 Stelle collaboro da tempo su temi importanti come la tutela dei whistleblower, la lotta ai paradisi fiscali e l’opacità bancaria. Li ho sempre visti come gli unici che prendevano posizione su questi temi ed è stato naturale ritrovarci sulla stessa strada.

Lei è di nazionalità francese e italiana. E ha collaborato con le autorità giudiziarie e fiscali di Francia e Italia per far recuperare soldi sottratti al Fisco. Che ruolo possono avere questi due paesi nella contesa legale per la sua estradizione?
In base alla giurisprudenza, Francia e Italia devono essere interpellate dalla Spagna, se quest’ultima deciderà di non respingere la richiesta svizzera. Francia e Italia devono essere coinvolte nella decisione.

Lei ha affermato che nella Hsbc, oltre ai conti degli evasori fiscali c’erano anche depositi bancari di persone legate alla mafia, attraverso lo schermo di prestanome e di società offshore. Come sono finite le indagini?
Questo non posso saperlo. Ho collaborato con i magistrati della Direzione nazionale antimafia perché era l’unico modo per poter lavorare con la giustizia italiana. La collaborazione doveva svolgersi in quella cornice ma non so cosa è stato fatto delle informazioni che ho fornito né se ci sono state indagini o come siano terminate. Tutto è coperto dal segreto investigativo.

Cosa prevedono le procedure adesso?
È il governo spagnolo ad avere in mano la decisione. Ha 40 giorni di tempo per respingere la richiesta di estradizione o per coinvolgere l’Audiencia Nacional, la massima corte giudiziaria spagnola. Generalmente il governo rinvia ogni decisione ai magistrati, anche per ribadire una corretta separazione dei poteri. Per il principio del “ne bis in idem”, visto che già nel 2013 l’Audiencia Nacional ha respinto la richiesta di estradizione, non potrei essere giudicato una seconda volta per le stesse accuse. Ma...

Ma?
La Spagna è uno stato di diritto, mi fido della giustizia spagnola ma temo che la decisione sarà politica. Alcuni giornalisti hanno chiesto alle autorità svizzere quando è stato emesso il mandato di arresto internazionale in base al quale mi hanno fermato e la risposta è stata: nel 2017, cioé alcuni mesi dopo che la mia condanna è diventata definitiva. Dunque non si capisce perché l’arresto sia stato effettuato soltanto il 4 aprile 2018.

“Prima ti coprono di fango per delegittimarti, poi ti liquidano fisicamente”

Hervé Falciani cita Giovanni Falcone 

Come si è svolto il suo arresto?
Ero a una conferenza sui whistleblower all’Università pontificia di Madrid. Mi si sono avvicinati dei poliziotti e mi hanno chiesto di seguirli al commissariato. Mi hanno detto che potevo concludere la conferenza ma con gli avvocati abbiamo deciso di seguirli subito. Erano amabili, gentili. Il giorno dopo davanti al giudice, però, ero pessimista: avevano arrestato anche Puidgement in Germania e pensavo che mi avrebbero portato in carcere. Il procuratore ha chiesto la conferma dell’arresto ma il giudice ha deciso per la libertà vigilata. Sapevo che per un giudice quella sarebbe stata una decisione difficile e non scontata, però l’ha presa.

Dopo aver lavorato per il comune di Barcellona, adesso sta collaborando con la Comunità Valenciana. Cosa sta realizzando?
Come a Barcellona, stiamo lavorando su sistemi che permettano di individuare le frodi negli appalti pubblici. Un sistema che consenta di scoprire la presenza di cartelli sui prezzi. È un modo per proteggere l’economia locale e le piccole imprese che spesso non riescono a partecipare alle gare di appalto proprio per la presenza di accordi tra le grandi società. Il sistema antifrode che stiamo studiando si basa sulla tecnologia blockchain.

La sua collaborazione con la Spagna ha consentito allo stato di recuperare più di 300 milioni di euro. In Francia la Hsbc ha pagato 300 milioni per evitare un processo. Negli Stati Uniti lei ha collaborato all’inchiesta della sottocommissione del Senato che ha condannato la banca a pagare 1,9 miliardi di dollari perché nell’istituto venivano riciclati soldi dei narcotrafficanti messicani. Cosa pensa, oggi che è in libertà vigilata in Spagna?
Penso che, come diceva Giovanni Falcone, prima ti coprono di fango per delegittimarti e ammazzarti socialmente, poi ti liquidano fisicamente. C’è in corso un’operazione per riscrivere la storia giudiziaria di questa vicenda. L’amara constatazione è che la banca non è mai stata condannata per ciò che ha fatto, né in Svizzera né in Francia né altrove, e che l’unico a pagare alla fine sono io: l’unica traccia dell’affaire SwissLeaks è un mandato di arresto internazionale con il nome di Hervé Falciani.

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