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Siria: Pd-Fi-M5S schierati per l’atlantismo, Lega su…

nel pomeriggio il dibattito in parlamento

Siria: Pd-Fi-M5S schierati per l’atlantismo, Lega su posizioni filo-Putin

Occhi puntati sul dibattito in aula sulla Siria. Non solo per capire quali sono le posizioni dei singoli partiti ma anche per intravedere le possibili maggioranze in campo in vista della formazione del nuovo governo. E proprio in virtù delle scelte che potrebbero scaturire anche da questo confronto parlamentare, i riflettori sono puntati sulle parole che saranno pronunciate oggi alla Camera e poi al Senato dagli esponenti della Lega.

Carroccio filo-Putin
Saranno parole cruciali quelle che il partito di Salvini pronuncerà oggi in Aula. Il capogruppo Giancarlo Giorgetti - uno dei “candidati” a un eventuale incarico esplorativo o pre-incarico da parte del capo dello Stato - si è sfilato dall’onere di rappresentare le posizioni leghiste in politica estera in questo frangente. Il compito è stato affidato a Guglielmo Picchi, un seputato che sarà con ogni probabilità il capogruppo della lega in commissione Esteri quando l’organismo sarà costituito. Sarà interessante capire se i toni rimarranno quelli poco diplomatici di Salvini o se invece subiranno un ammorbidimento. Ancora ieri il leader del Carroccio esplicitava così la sua linea: «L’Italia fa parte di un’alleanza che continua ad essere un punto di riferimento però i missili e le bombe li abbiamo visti sulla Libia, Iraq, Siria e non aiutano nessuno. Occorre il dialogo ed avere al tavolo tutti i protagonisti a partire dalla Russia; il vero pericolo è il terrorismo islamico e non sono i russi». Sotto osservazione soprattutto le dichiarazioni di qualche giorno fa in cui il leader leghista argomentava: «Sono stato contento della vittoria di Trump ma se qualcuno che stimo commette errori, ritengo mio dovere ricordare che sta sbagliando. Stimo Putin e lo ritengo uno degli uomini di governo più lucidi, lungimiranti e concreti di questo momento. Poi tutti possono commettere errori e i missili contro la Siria sono un errore clamoroso: magari rispondono agli interessi economici di qualcuno, pensiamo ai francesi come in Libia?».

La prudenza di Forza Italia
Decisamente prudente la linea di Forza Italia, saldamente ancorata alla posizione filo-atlantica e sostenitrice di una intensa attività diplomatica per l’Italia. «Di fronte a una situazione complessa e drammatica come quella che si è determinata in Siria - ha scritto qualche giorno fa Silvio Berlusconi in una lettera al Corriere della Sera - non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra, ma di ragionare e di agire su una possibile soluzione per evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione. Per questo l’Italia avrebbe bisogno al più presto di un governo nella pienezza dei suoi poteri». Ecco la sua proposta: «Quindici anni fa il nostro governo mise intorno a un tavolo, a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa e oggi un governo italiano autorevole potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione».

L’atlantismo di M5S
Fedeltà atlantica per il Movimento Cinque stelle nonostante certe posizioni originarie anti-Nato ormai definitivamente archiviate. «Per me - ha ribadito più volte il candidato premier Luigi Di Maio - il faro rimane l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra. Bene ha fatto Gentiloni a non partecipare all’attacco, bisogna continuare con la diplomazia. Troverà sempre me contrario chi vuole approfittare della Siria per sganciarci dagli alleati storici. Non devono essere casus belli per riposizionare l’Italia».

Gentiloni e il Pd ancorati al quadro di alleanze tradizionali
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ed il Pd hanno ribadito più volte la fedeltà alle alleanze tradizionali (in primis gli Usa) e questa posizione ribadiranno anche oggi. «La soluzione della crisi e della guerra in Siria non può che essere affidata al negoziato - ha dichiarato lo stesso Gentiloni qualche giorno fa -, noi siamo fedeli alle nostre alleanze, gli Usa per noi restano il nostro principale alleato, non diamo giudizi come qualcuno che qualche mese fa era uno straordinario fan dell’attuale presidente Usa e che poi, dopo qualche mese, a quanto sembra, è diventato un ferocissimo critico».

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