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    Dossier | N. 5 articoliRapporto orologi

    Baselworld perde espositori ma restano stabili i visitatori (almeno per ora)

    Pericolo scampato. Almeno per il momento. A distanza di alcune settimane dalla chiusura della 101esima edizione di Baselworld arrivano alcune risposte che fanno tirare un sospiro di sollievo agli organizzatori. Patek Philippe, Rolex, il gruppo Lvmh, Swatch Group, Chopard, Chanel e Breitling hanno confermato in blocco che saranno presenti anche il prossimo anno (21-26 marzo 2019). Proprio Breitling era stato indicato come uno dei probabili prossimi candidati ad abbandonare la rassegna orologiera. Dopo un incontro molto costruttivo con il managament della fiera e con i principali marchi abbiamo preso la decisione di esporre anche nel 2019, ha dichiarato Georges Kern, dal 2017 alla guida del brand.

    Una minaccia rientrata, dunque, anche se sono ancora molti gli interrogativi aperti. Le contromisure adottate quest’anno dagli organizzatori per arginare l’emorragia di espositori e visitatori sembrano aver dato qualche frutto. Dati alla mano, il numero delle persone che hanno affollato i padiglioni del complesso fieristico sono stati complessivamente gli stessi dell’edizione precedente, che per durava due giorni in pi. Sebbene manchino comunicazioni ufficiali, si stima un ordine di grandezza di 106mila visitatori, numero ben lontano dai 120mila del 2013 e dal record stabilito con 150mila presenze nel 2014. Dati, questi, che viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda di quelli degli espositori, calati del 57% negli ultimi due anni, come rilevato da Joe Thompson in un’analisi apparsa sul sito Hodinkee.com. Il crollo vero e proprio si registrato quest’anno, con 650 aziende presenti contro le 1.300 dell’anno prima.

    Da rilevare che all’appello mancavano anche 90 case orologiere elvetiche. Un dato che contrasta con quelli sulla ripresa del settore, che proprio nel 2017 ha avuto un’importante inversione di tendenza, facendo registrare il ritorno al segno pi. La caccia al colpevole ha portato sul banco degli imputati i costi ancora troppo alti. Lo sconto del 10% applicato sugli spazi espositivi non basta a compensare le spese necessarie per partecipare a Baselworld, che tengono conto anche di altre voci, a iniziare da quelle alberghiere, che restano elevate. Il rischio nel medio termine che possano venir meno tutte quelle realt medio-piccole da sempre considerate il valore aggiunto di questa rassegna.

    Gi oggi Baselworld deve rinunciare alla presenza di Eberhard & Co., Louis Erard, Herms, Gruppo Festina e Movado, che hanno scelto di concentrare gli investimenti altrove. Proprio Movado, che controlla realt quali Ebel e le licenze per Tommy Hilfiger e Lacoste, ha organizzato un evento di quattro giorni a Davos, poco prima dell’inizio di Baselworld, invitando 300 ospiti tra clienti e distributori provenienti da 40 nazioni e sostenendo una spesa di 2 milioni di dollari, di gran lunga inferiore rispetto ai circa 10 milioni necessari per essere presenti a Basilea. Una strada, quella di concepire eventi su misura che, a detta di molti, potrebbe rappresentare per altre realt orologiere un’alternativa alla fiera elvetica.

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