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Dossier Italia trainata dai turisti ma ha perso 5mila negozi

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    Dossier | N. 5 articoliRapporto orologi

    Italia trainata dai turisti ma ha perso 5mila negozi

    Il mercato degli orologi in Italia si è aperto con il segno meno nel 2018. I dati della Federation de l’industrie horlogère suisse non lasciano dubbi. A febbraio il calo è stato del 6,4%, un dato che sommato a quelli di gennaio e febbraio proietta una flessione per il primo trimestre dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2017. Le cause sono spiegate da fattori diversi, a partire dal calendario. «Il capodanno cinese nel 2018 è arrivato più tardi rispetto al 2017 facendo così venir meno l’apporto del turismo cinese che di solito genera un importante impatto sulle vendite, sia in volume sia in valore per il maggior prezzo medio d’acquisto» sostiene Mario Peserico, presidente di Assorologi oltre che amministratore delegato di Eberhard Italia.

    Ma a pesare di più è l’incertezza legata al quadro politico che sta vivendo l’Italia all’indomani delle elezioni. «Un fattore che molto probabilmente condizionerà negativamente il comparto anche nei prossimi mesi – aggiunge Peserico –. Non è un segreto che in momenti simili il consumatore è solito rimandare l’acquisto in attesa di vedere cosa succede. È così in tutto il mondo, ma i tempi lunghi necessari per mettere a fuoco una guida di governo nel nostro paese possono ulteriormente rallentare il mercato domestico». Mercato che nel 2017, stando sempre alla Federazione orologiera svizzera, ha visto l’Italia generare un valore di vendite pari a 1 miliardo e 181 milioni di franchi svizzeri, piazzandosi al sesto posto nella top ten dei paesi più importanti per l’export elvetico.

    In tema di retail l’indagine condotta da Gfk retail & technology per conto di Assorologi, associazione italiana di distributori e produttori di orologi, fa emergere il peso sempre maggiore dell’e-commerce. «L’aspetto più rilevante evidenziato dalla ricerca riguarda la perdita di 5mila punti vendita negli ultimi 12 anni – prosegue Peserico –. Di contro crescono in maniera significativa rispetto allo scorso anno le vendite on-line. Questo trend deve rappresentare il punto di partenza per una riflessione profonda tra i protagonisti del mercato, brand e dettaglio specializzato, sulle dinamiche di consumo e su come intercettarle nel modo più efficace».

    Nel 2017 il canale e-commerce è arrivato in termini di quantità a quota 28,2% del totale (contro il 25,6 per cento del 2016) mentre il balzo più significativo si è registrato sulla ripartizione del valore con le vendite online passate dal 14,6% del 2016 al 23,5% del 2017. In quest’ultimo caso il prezzo medio di un segnatempo acquistato sul sito della marca è stato di 374 euro. Cresce anche la percentuale degli acquisti (17%) operati sulle piattaforme generiche come Amazon ed ePrice.

    Se da un lato il web rappresenta una voce destinata a conquistare uno spazio sempre più importante, dall’altro fa suonare anche un campanello d’allarme. È il canale principale per il mercato della contraffazione, tra i danni maggiori nel comparto dell’orologeria in Italia che è dunque chiamato a munirsi di strumenti più efficaci per contrastare questo fenomeno. Sembra invece rientrato l’allarme generato dall’arrivo sulla scena degli smartwatch. Dopo il boom iniziale il fenomeno dei dispositivi connessi si sta ridimensionando.

    Più in generale i dati emersi dalla ricerca Gfk fotografano un mercato degli orologi da polso in leggera frenata nel 2017. Una flessione sia in termini di volume, circa 6,6 milioni di orologi venduti (-0,9 per cento), sia di valore: 1,46 miliardi di euro (-2,2 per cento).

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