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Riscossione, obiettivo 30 miliardi in tre anni

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lotta all’evasione

Riscossione, obiettivo 30 miliardi in tre anni

Quasi trenta miliardi in tre anni. È l'obiettivo di incassi da lotta all'evasione che il Mef ha affidato alla nuova Agenzia entrate-Riscossione (Ader). Incassi che dovranno tener conto comunque della definizione agevolata i cui termini di adesione scadranno il prossimo 15 maggio (si veda l’articolo in pagina). I numeri sono indicati nella convenzione tra via XX Settembre e il concessionario della riscossione inviata alle Camere (atto del Governo numero 21) per i pareri. In sostanza, il volume di recuperi stimato seguirebbe questa progressione:

10,974 miliardi per il 2018;
9,46 miliardi per il 2019;
9,15 miliardi per il 2020.

L’impegno che il ministero impone all’Agenzia con l’accordo quadro è che le prospettive di incasso dovranno continuare a rappresentare un «presidio della funzione di deterrenza e contrasto dell’evasione» in funzione anche «del progressivo innalzamento del tasso di adesione spontanea agli obblighi tributari». In sostanza, uno stimolo anche alla compliance.

Servizi sempre più digitali

Nel piano operativo allegato alla Convenzione vengono individuate tre aree strategiche: servizi, riscossione ed efficienza. Nella prima si inserisce un miglioramento delle performance di accesso ai canali non fisici dell’Agenzia. In altre parole, si punta a incentivare l’uso della tecnologia, a partire dal sito web fino all’App Equiclick. Il target 2018 viene fissato in un valore non inferiore all’85 per cento. Il 50%, invece, è l’obiettivo delle richieste di rottamazione attraverso canali digitali (un dato che rispecchia il trend in corso secondo gli ultimi dati di adesione resi noti la scorsa settimana).

I recuperi

La seconda area strategica della riscossione fissa, come anticipato, in quasi 11 miliardi gli incassi da ruolo per quest’anno, che dovranno però essere accompagnati da un miglioramento sensibile dei tempi di risposta ai debitori. In particolare si punta a ridimensionare notevolmente i 30 giorni concessi all’agente per rispondere alle domande di rateizzazione. L’obiettivo fissato per l’anno in scorso è di contenere i tempi in soli 5 giorni nel 70% delle dilazioni richieste per importo inferiore a 60mila euro. Si tratta di quelle “pratiche” per il quale al contribuente basta presentare una semplice domande e quindi il concessionario non ha l’obbligo di un’analisi di dettaglio delle situazioni finanziarie.

Ma la velocizzazione riguarda anche l’iter a monte. Il 50% delle cartelle esattoriali dovrà essere notificato entro 90 giorni dalla data di elaborazione dell’atto di recupero. Allo stesso tempo, l’area servizi dovrà lavorare al potenziamento della notifica tramite Pec (posta elettronica certificata) che è già obbligatoria per tutta una serie di contribuenti con partita Iva. Un lavoro che va nella doppia direzione di ridurre i tempi e i costi e garantire una maggiore certezza della notifica.

I costi della riscossione

L’efficienza di Ader passa anche per il contenimento dei costi e il raggiungimento dell’equilibrio economico della riscossione sulla base dell’attuale sistema di remunerazione del servizio.

In questo senso, il costo per ogni cento euro riscossi dovrà essere inferiore al 12 per cento. Ma l’efficienza richiede - a quanto si legge nella convenzione con il Mef - anche una revisione di alcuni processi di riscossione «con azioni finalizzate all’introduzione di semplificazioni operative, alla standardizzazione e omogeneizzazione dei comportamenti». Il riferimento diretto è al contenzioso e alle procedure utilizzate in chiave di recupero.

La convenzione distingue nettamente anche i ruoli tra il Mef a cui sono demandate le funzioni di indirizzo e vigilanza e l’agenzia delle Entrate che dovrà, invece, svolgere funzioni di monitoraggio sul nuovo ente.

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