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M5S-Lega, incontro a Milano sul premier. Berlusconi: metteranno…

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le trattative per il governo

M5S-Lega, incontro a Milano sul premier. Berlusconi: metteranno una patrimoniale

Fine settimana di lavoro per i leader di Lega e M5S, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Tre giorni di trattative e incontri per la formazione del primo governo giallo-verde della storia repubblicana, dopo che un primo vertice si è svolto questa mattina alla Camera. «Siamo facendo notevoli passi avanti sul programma di governo e trovando ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani», racconta Di Maio al termine dell’incontro di oggi con il segretario leghista. Allo stato gli avanzamenti e le «ampie convergenze sul programma di governo» riguardano «reddito di cittadinanza, flat tax, legge Fornero» e ancora lotta al business dell'immigrazione e conflitto di interessi. Ma non mancano per la verità le distanze, a cominciare dallo stallo registrato ieri sull’individuazione della figura terza cui affidare la premiership.

Casaleggio: per contratto alla tedesca voto su piattaforma Rousseau
Beppe Grillo in serata è a Roma per vedere faccia a faccia Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. Il dialogo procede a tappe spedite: domani secondo incontro Di Maio-Salvini, stavolta a Milano, mentre in parallelo continuano le negoziazioni al tavolo ”tecnico” degli esperti delle due delegazioni chiamati a definire i dettagli del “pre-contratto” da presentarsi poi al Capo dello Stato Sergio Mattarella. L'eventuale intesa definitiva “alla tedesca” tra i due contraenti M5S e Lega - annuncia intanto Davide Casaleggio in conferenza stampa al Senato presentando la funzione “Scudo della Rete” del sistema operativo M5S - sarà comunque posta ai voti sulla piattaforma Rousseau.

«Chi vede in questa ipotesi di Governo una minaccia per l'Europa forse vede una minaccia per la sua poltrona, non per l'Europa», rassicura Di Maio ai cronisti che chiedono di commentare le preoccupazioni espresse oggi dal presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. I temi europei «saranno affrontati all'interno del lavoro che stiamo portando avanti sul programma. Però deve essere chiara una cosa: conosciamo la situazione dell'Europa, sappiamo che ci sono delle cose che vanno fatte in Europa. Ci sono, anche nell'ambito del bilancio europeo, delle pretese che l'Italia deve portare avanti sul Fondo sociale europeo, sui finanziamenti che devono arrivare».

Continua la ricerca di un premier “terzo”
Dunque la road map dei lavori Salvini-Di Maio inanella i “tavoli” su programma e lista dei ministri. Come premier si pensa ancora a un nome “terzo” e plausibilmente domenica i due leader dovrebbero comunicare la loro indicazione definitiva al Quirinale. A seguire lunedì l'incarico da parte di Mattarella e quindi il giuramento dei ministri entro la prossima settimana, risolti naturalmente i problemi. Comunque vada il contratto M5S-Lega sarà votato online sulla piattaforma Rousseau perché, nel covincimento di Casaleggio, «il voto degli iscritti è sempre un indirizzo principale da cui il Movimento prende le sue decisioni. Abbiamo sempre visto che il sistema di voto Rousseau è sempre stato determinante».

Fonti del M5S e della Lega, a margine dell’incontro Di Maio-Salvini, sottolineano la «fortissima convergenza tra M5S e Lega sulla flat tax, che presenta enormi benefici sul ceto medio». La flat tax «può essere concepita senza che sia né troppo penalizzante per i ceti bassi né troppo vantaggiosa per quelli alti». Dal canto suo Forza Italia, politicamente, si mette “alla finestra” attendendo gli sviluppi dell’inedito tandem M5S e Lega. Anche se alla fine Silvio Berlusconi non si sente tradito dall’alleato Salvini, per il tentativo di metter su un esecutivo con Luigi Di Maio, l’ex Cav non vuol nascondere le proprie riserve sui rischi potenziali cui si andrebbe incontro («speriamo che questi due non vadano avanti perché mettono la patrimoniale»).

No alle promesse «folli e irrealizzabili» di Lega e M5S
I progressi del confronto M5S-Lega smuovono intanto le acque in casa dem, con l’ex premier Matteo Renzi che annuncia via twitter «loro fanno il governo, noi l'opposizione. Si chiama democrazia», concetto ribadito poi su Facebook dove assicura l’«opposizione durissima» del Pd. «Diremo con forza no quando si tratterà di dare la fiducia al Governo - scrive l’ex segretario - ma a differenza di altri lo faremo rispettando sempre le Istituzioni e il Governo della Repubblica. Perché noi siamo diversi da chi insulta, da chi odia, da chi illude. E lo dimostreremo anche dall'opposizione». Nel post, anche un elenco delle «promesse folli e irrealizzabili», secondo Renzi impossibili da mantenere, ma che potrebbero far parte del “contratto” M5S-Lega: dalla flat tax al reddito di cittadinanza, dal rimpatrio di 600mila migranti irregolari al blocco di Tav, Tap e grandi opere, oltre all’abolizione di riforme targate Pd come Jobs Act e Buona Scuola. Preoccupèato per i contenuti del “cantiere” M5S e Lega anche il
segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che a Radio Anch'Io (Radio 1 Rai) mette in guardia da un programma di governo «tutto giocato su deficit e debito, su una capacità di spesa improbabile dello Stato italiano. Vuol dire scaricare le risposte sulle generazioni future».

Arriva “scudo della rete”, avvocati per le battaglie del M5S
Avvocati a disposizione per sostenere sul piano legale le battaglie degli eletti e degli iscritti di M5S. È questo il senso della nuova funzione della piattaforma Rousseau, “scudo della rete”, presentata in una conferenza stampa in Senato da Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Enrica Sabatini e, come detto, Davide Casaleggio. Bonafede, responsabile della nuova funzione della piattaforma, ha detto che essa «nasce addirittura prima del Movimento, da una idea di Grillo e Casaleggio». La funzione prevede che degli avvocati si mettano a disposizione con tariffe agevolate per sostenere le iniziative di eletti e militanti del Movimento. Per esempio potranno difendere iscritti o consiglieri comunali nelle eventuali cause per diffamazione che dovessero nascere per le loro battaglie o denunce; oppure potranno aiutare eletti e militanti a presentare esposti su carenze dei servizi pubblici, o a predisporre una impugnativa al Tar, o a costituirsi come parte civile in pubblici scandali, e via dicendo.

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