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Draghi: riforme strutturali restano priorità Ue. Juncker, con…

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TAJANI: ATTENZIONE UE SULL’ITALIA

Draghi: riforme strutturali restano priorità Ue. Juncker, con populismi solidarietà si sfilaccia

Il presidente della Bce Mario Draghi (foto   Imagoeconomica)
Il presidente della Bce Mario Draghi (foto Imagoeconomica)

«Le riforme strutturali a livello nazionale restano una priorità». È il messaggio che il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha lanciato in occasione del suo intervento allo State of the Union, la conferenza europea che si è svolta a Firenze nella cornice di Palazzo Vecchio. Secondo Draghi, che ha parlato nel pomeriggio, «l’Eurozona ha bisogno di una maggiore capacità di bilancio, in modo da avere meccanismi di condivisione dei rischi che ne rafforzino la stabilità economica».

Un messaggio che il numero uno della Bce ha lanciato a pochi mesi dal vertice Ue di giugno in cui i leader discuteranno delle riforme dell’architettura istituzionale europea. «Gli europei conoscono e hanno fiducia nell’euro ma si aspettano che la moneta unica porti la stabilità e la prosperità promessa. Per questo - ha affermato - il nostro dovere di policymakers è di ripagare la loro fiducia e completare le aree della nostra Unione che sappiamo essere incomplete».

Fondo liquidazione banche ancora da completare
Nell’Unione bancaria, ha osservato ancora Draghi, «manca ancora un sostegno pubblico per il Fondo unico di liquidazione delle banche». Il presidente della Bce ha ricordato che i fondi di risoluzione bancaria in Usa, Giappone e Gran Bretagna hanno alle spalle «la condivisione dei rischi a livello pubblico,necessaria perché il sistema possa contenere il panico dei mercati quando colpisce una crisi».

Ue crei strumento di stabilizzazione anticrisi
«Abbiamo bisogno di un ulteriore strumento di bilancio per mantenere la convergenza (fra i Paesi, ndr) durante grandi shock, senza dover aggravare i compiti della politica monetaria», ha concluso Draghi, evidenziando il ruolo centrale della Bce nel gestire la crisi, e invitando di fatto gli Stati a creare una rete di sicurezza basata sul bilancio europeo.

Juncker: crisi migratoria non è alle spalle
Rete di sicurezza basata sul bilancio europeo, dunque. Ma non solo. Alla conferenza europea che si è svolta nel capoluogo toscano si è parlato anche di migrazioni, il secondo grande tema sul tavolo dell’Unione. L’ultimo altolà a non pensare che l’emergenza migranti sia alle spalle è arrivato proprio in questa occasione dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Intervenuto in mattinata all’incontro, il numero uno della Commissione europea ha fatto presente alla platea che la crisi migratoria «non è alle spalle» e che l’Europa ha bisogno di più solidarietà per riformare «un sistema di asilo che non funziona». Ora, ha aggiunto, «stati membri e Consiglio devono sbrigarsi: il sistema di Dublino (il regolamento che disciplina il diritto d’asilo a livello europeo, ndr) non funziona».

Con populismi solidarietà si sfilaccia
«Populisti e nazionalisti hanno avuto materia per alimentare i loro sentimenti e aumentare il distacco dagli altri» a causa della crisi migratoria - ha rincarato Juncker -. Così la solidarietà si sfilaccia e si perde poco a poco» e i Paesi del Nord Europa, per indicare quelli del Sud che affrontano il flusso dei profughi, hanno «riscoperto un’espressione che detesto: il club del Mediterraneo». Invece «la solidarietà fa parte del patto fondativo dell’Europa». Juncker ha affrontato il tema populismi in Italia, a Firenze, nei giorni in cui sta prendendo forma il governo M5S-Lega.

Tajani: in Ue attenzione a cosa accade in Italia
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a margine dell’incontro fiorentino ha messo in evidenza che in Europa «tutti guardano con grande attenzione a quello che succede in Italia». Tajani ha ricordato che l’Italia è «un Paese fondamentale» in Europa ma che ha i problemi di un «altissimo debito pubblico e di un’altissima disoccupazione giovanile». E dopo la Brexit servirà un ruolo più importante per Italia e Spagna: «È questa sarà la sfida per il nuovo governo».

Bilancio Ue: Cretu, Unione attraversa seria crisi identità
Molto dipenderà dal nuovo bilancio Ue post Brexit. Le future discussioni su percentuali e contributi riguardanti il prossimo bilancio pluriennale dell’Ue, ha ricordato la commissaria Ue alla Politica regionale, Corina Cretu, presente alla conferenza, «non devono far dimenticare l’intero quadro e la posta in gioco», perché «l’Unione europea sta affrontando in questi anni una seria crisi d’identità».

Corina Cretu (Politiche regionali Ue): per lItalia lobiettivo è non perdere i fondi strutturali europei

Gentiloni: in Europa la stagione della condivisione non arriva mai
Sulla stessa linea della commissaria europea il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. L’Europa sta vivendo «un momento di incertezza», ha detto nel suo intervento allo “State of the Union”, e «facciamo fatica a tradurre le ambizioni in passi avanti concreti». «Dopo la stagione della crisi più buia - ha continuato Gentiloni -, c’è stata la stagione della speranza, ma adesso è il momento dell’incertezza». In particolare, «la stagione della condivisione in Europa sembra non arrivare mai, la stagione del rischio invece è sempre tra di noi».

A giugno il braccio di ferro con i Paesi dell’Est per nuove regole sull’asilo
Condivisione soprattutto degli sforzi finalizzati alla gestione delle spinte migratorie dall’Africa e dal Medio Oriente. Il tema della revisione delle regole attuali sull’accoglienza è uno di quelli più strategici sul tavolo del consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Sulla carta dovrebbe essere un vertice “di peso”, anche se le distanze emerse negli ultimi giorni tra il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel - giovedì è in programma un vertice Ue-Balcani occidentali a Sofia con i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’Unione - potrebbero alla fine determinare decisioni inferiori alle attese della vigilia.

Per l’adozione di nuove regole la strada è in salita
Italia e Grecia sono in prima fila nella gestione dei flussi. Con Spagna, Malta e Cipro stanno premendo affinché la bozza di compromesso sulle nuove regole per l’accoglienza, messa sul tavolo dalla presidenza bulgare dell’Unione, tuteli di più i paesi di primo sbarco. La partita si annuncia in salita: il gruppo Visegrad, con in prima fila Polonia e Ungheria, è compatto e non sembra disposto a concedere spazio sul piano della solidarietà e del ricollocamento delle persone che sbarcano nei porti italiani e della Grecia. Considerato poi che il prossimo semestre la presidenza toccherà all’Austria di Sebastian Kurz, l’ipotesi che quest’anno possano essere cambiate le regole su questo tema è debole.

Dalla revisione del budget Ue più risorse per gestione migranti
Una boccata d’ossigeno per l’Italia potrebbe avvenire dal nuovo bilancio Ue per il periodo post Brexit 2021-2027. La proposta della Commissione prevede di raddoppiare le risorse per i migranti: 2,6 volte in più rispetto ai fondi ora disponibili. La proposta dovrà ottenere il via libera, all’unanimità, del Consiglio europeo e il sostegno del Parlamento. L’obiettivo di Bruxelles è chiudere la partita prima delle elezioni europee e del vertice di Sibiu del 2019.

Sbarchi in calo ma non è esclusa una ripresa degli arrivi nei prossimi mesi
Tempi lunghi, sia per decidere sulle risorse aggiuntive sia per cambiare il regolamento di Dublino, che poco si conciliano con le previsioni sull’andamento degli sbarchi nei prossimi mesi. Se infatti le ultime rilevazioni confermano il calo degli arrivi - nei primi 11 giorni di maggio, rileva il Viminale, sono arrivate 481 persone contro i 7.877 dello stesso periodo del 2017 (-94%); più in generale, dall’1 gennaio ad oggi sono sbarcate 9.948 persone contro le 45.112 del 2017 (-78%) - non si può escludere, allo stato attuale, che l’arrivo della bella stagione e l’instabilità che continua a caratterizzare alcune aree del Nord Africa e del Medio Oriente possa aumentare la spinta ai confini dell’Europa. Le parole pronunciate da Juncker delineano proprio questo scenario.

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