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Berlusconi riabilitato: ecco perché adesso si può ricandidare

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il tribunale di sorveglianza

Berlusconi riabilitato: ecco perché adesso si può ricandidare

In attesa di potere leggere le motivazioni della decisione del tribunale di sorveglianza, può sorprendere che non siano stati considerati un impedimento alla concessione della riabilitazione di Silvio Berlusconi i numerosi procedimenti tuttora in corso in numerosi tribunali, da Milano a Firenze, da Siena a Torino, in larga parte per presunta corruzione di testimoni nella vicenda Ruby, ma, da ultimo, anche per la stragi di mafia del 1993.

E tuttavia la scelta è confortata da precedenti della Cassazione che circoscrivono l’impatto dei cosiddetti “carichi pendenti”.

Per esempio nel 2007, la Corte, con sentenza n. 46270, mise nero su bianco che le condanne e le denunce per fatti successivi alla sentenza cui si riferisce l’istanza di riabilitazione non sono automaticamente ostative alla concessione della stessa, ma possono essere valutate per trarre, per la natura e gravità dei nuovi reati, elementi di persuasione sul giudizio globale, positivo o negativo, di mantenimento della buona condotta.

L’anno successivo, la Corte, con la sentenza n. 39809, sottolineò come per la riabilitazione il giudice deve accertare non tanto l’assenza di ulteriori elementi negativi, quanto piuttosto prove effettive e costanti di buona condotta; venne così ritenuto del tutto insufficiente il totale silenzio sulla condotta per fornire prove effettive e costanti di buona condotta.

Per quanto riguarda la buona condotta, poi, questa consiste in fatti positivi e costanti di ravvedimento che devono essere riferiti a un’epoca successiva alla condanna oggetto dell’istanza di riabilitazione; non è richiesto, tuttavia, che il condannato compia atti positivi di valore morale rappresentativi di redenzione. Peraltro è sufficiente che dimostri di aver tenuto un comportamento privo di qualsiasi atteggiamento trasgressivo e di aver intrapreso uno stile di vita rispettoso dei principi fondamentali dalla convivenza civile.

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