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Berlusconi, il pg di Milano non si oppone alla riabilitazione

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ex premier a giudizio a roma per il ruby-ter

Berlusconi, il pg di Milano non si oppone alla riabilitazione

La procura generale di Milano ha deciso di non opporsi alla riabilitazione concessa a Silvio Berlusconi dal Tribunale di Sorveglianza che lo ha reso di nuovo candidabile. Il provvedimento era già esecutivo. Oggi il presidente di
Forza Italia prenderà parte all'incontro dei leader del Ppe previsto a Sofia, in occasione del vertice dell'Ue con i Paesi balcanici. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano nell'ordinanza con cui cinque giorni fa ha concesso la riabilitazione all'ex premier Berlusconi sottolinea che nei tre anni seguiti all'esecuzione della pena per il caso diritti tv Mediaset, finita di scontare l'8 marzo 2015 anche con attività tra gli anziani della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, ha tenuto «un comportamento totalmente privo di segnalazioni rilevanti in termini negativi».

Ruby ter, rinviato a giudizio a Roma
Nella stessa giornata però Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio a Roma dal gup per il reato di corruzione nell'ambito di uno dei filoni giunto a Roma per competenza da Milano dell'indagine Ruby Ter. Con l'ex presidente del consiglio rinviato a giudizio anche Mariano Apicella, accusato di corruzione e falsa testimonianza. Il processo inizierà il prossimo 23 novembre davanti alla II sezione penale.

Anche la procura di Torino chiede di processare il cavaliere
La procura di Torino ha ribadito la richiesta di processare Silvio Berlusconi e Roberta Bonasia, ex infermiera di Nichelino, nel filone piemontese dell'inchiesta Ruby ter.

L'udienza preliminare è stata aggiornata al primo giugno, quando interverranno gli avvocati dell'ex premier. I legali di Berlusconi intanto hanno depositato delle memorie, in cui fra l'altro invitano il Gup Francesca Christillin di interpellare la Cassazione sulla competenza territoriale. La loro tesi è che l'eventuale reato di corruzione in atti giudiziari si consuma nel momento dell'emissione dell'assegno circolare (con cui Berlusconi fece l'ultimo versamento di denaro a Bonasia). La causa dunque dovrebbe essere celebrata a Milano, il cui tribunale però si è già pronunciato in senso contrario. Da qui sempre secondo gli avvocati la necessità di interpellare la Suprema Corte.

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