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Dall’agricoltura all’economia circolare: la tecnologia spaziale…

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per l’approvvigionamento degli astronauti

Dall’agricoltura all’economia circolare: la tecnologia spaziale potrà migliorare la vita sulla Terra

La missione ExoMars 2016
La missione ExoMars 2016

Dall'agricoltura all'economia circolare, le tecnologie spaziali per le future missioni di lunga durata sulla Luna e su Marte potrebbero avere importanti ricadute sulla qualità della vita sulla Terra. Progetti impegnativi, come quello dell'approvvigionamento degli astronauti. Temi al centro di un workshop dal 16 al 18 maggio, che vede per la prima volta a Roma i maggiori esperti della comunità scientifica internazionale. Un meeting organizzato congiuntamente da Agrospace Conference, un'iniziativa della Pmi italiana Arescosmo, e dal progetto Melissa con l’obiettivo di promuovere la ricerca sui sistemi rigenerativi per il sostegno alla vita nello spazio. Sistemi devono permettere di produrre cibo, rigenerare l'atmosfera, recuperare acqua e riciclare tutti gli scarti.

Nel 2040 il primo volo con equipaggio umano verso Marte
Basta pensare che solo per raggiungere il Pianeta Rosso, su cui l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, conta di far atterrare entro il 2040 il primo volo con equipaggio umano, occorrono 6 mesi: tra ossigeno, acqua e cibo, bisognerebbe far viaggiare oltre 30 tonnellate di rifornimenti, con costi elevatissimi.

Il progetto Melissa
Da ben 28 anni l'Esa ha lanciato il progetto Melissa, che studia come sia possibile ricostruire a bordo di una navicella e di una base spaziale un ciclo vitale che permetta la sopravvivenza di uomini con l'aiuto di piante e micro-organismi: elemento chiave è il riuso circolare delle risorse per produrre cibo, acqua pulita e ossigeno. Nella tre giorni romana - nella quale, oltre all'Europa, saranno rappresentati gli Usa, il Giappone, la Cina e la Russia - il progetto Melissa e il programma Agrospace si uniranno per implementare la ricerca sui sistemi di sopravvivenza a circuito chiuso.

La Base Internazionale Spaziale

Veicoli cargo per portare cibo sulla stazione spaziale internazionale
Sulla Stazione spaziale internazionale - che si trova a “soli” 400 km di altezza rispetto alla Terra - il cibo viene trasportato da terra grazie a veicoli cargo che riforniscono gli astronauti a bordo. I rifiuti prodotti sulla Iss compiono il percorso inverso e vengono riportati sulla Terra per essere smaltiti.

I primi test con serre avanzate
Nelle lunghe missioni del futuro invece l'equipaggio si dovrà autosostentare, dunque ci sarà bisogno di coltivare piante per tutto l'anno e per gli anni di missione, riciclando acqua e nutrienti. Sono quindi stati effettuati i primi test con i serre avanzate, sperimentate nel mondo, dalle Hawaii al'Antartide . Questo per simulare condizioni il più possibile simili a quelle di altri pianeti. «Produrre cibo con un minimo consumo di acqua tramite il controllo ambientale, consentirebbe di rendere coltivabili anche ambienti estremi del nostro Pianeta, dai deserti ai ghiacciai». Si scommette, dunque, su un'agricoltura sostenibile integrando l'uso di energie rinnovabili. Una filosofia in grado di dare risposte anche alla crescente domanda di cibo legata all'aumento della popolazione mondiale.

L’economia circolare
Un trasferimento di competenze dallo spazio che potrebbe allargarsi presto al mondo della bioeconomia e dell'economia circolare: trasformare i rifiuti organici in cibo, fissare efficientemente la CO2, gestire i contaminanti chimici e microbiologici e usare energie rinnovabili, sono i punti cardine di queste ricerche. Già la Stazione spaziale internazionale è stata usata come laboratorio sperimentale per queste tecniche, con risultati incoraggianti. E proprio il progetto Melissa rappresenta l'esempio di economia circolare applicata allo spazio di maggior successo: gli scienziati sono già riusciti a produrre ossigeno, acqua e cibo attraverso il riciclaggio di CO2 e di rifiuti umani. «Si tratta di una vera e propria rivoluzione - spiega Christophe Lasseur di Esa, responsabile del progetto Melissa - senza la quale sarebbe irrealistico immaginare voli spaziali con equipaggio di lunga durata nei prossimi decenni. Le tecnologie applicate al progetto mirano a facilitare l'esplorazione umana del sistema solare, ma possono essere utili anche alle attuali sfide globali come il riciclaggio dei rifiuti, la fornitura di acqua e la produzione di cibo in tutto il Pianeta».

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