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Save the Children: Italia paese vietato ai minori, Sud in coda per…

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LA FOTOGRAFIA

Save the Children: Italia paese vietato ai minori, Sud in coda per opportunità educative

(Fotogramma)
(Fotogramma)

L’Italia? Un paese vietato ai minori. Con Campania, Sicilia, Calabria, Puglia e Molise in coda nella classifica delle regioni che offrono opportunità educative. Più di un bambino su dieci vive in povertà assoluta, oltre la metà non legge libri e più del 40% non fa sport. Bambini e adolescenti, in tutto il Paese, privati delle opportunità educative e dei luoghi dove svolgere attività artistiche, culturali e ricreative, esperienze indispensabili anche per rafforzare le competenze scolastiche. La fotografia è stata scattata dal nuovo rapporto di Save the Children “Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia”, diffuso oggi in occasione del lancio della campagna Illuminiamo il Futuro per il contrasto alla povertà educativa.

Save the Children, in Italia un minore su 10 in poverta'

Le difficoltà ad acquisire un livello minimo di competenze
Dall’indagine viene fuori che i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio.

Come promuovere l’emancipazione dal disagio sociale
Come favorire la loro resilienza? Secondo Save the Children i fattori che aiutano i ragazzi ad emanciparsi dalle situazioni di disagio sociale ed economico sono l'aver frequentato un asilo nido (+39% di probabilità), una scuola ricca di attività extracurriculari (+127%), dotata di infrastrutture adeguate (+167%) o caratterizzata da relazioni positive tra insegnanti e studenti (+100%). Di contro, per i minori le probabilità di sviluppare percorsi di resilienza si riducono tra il 30% e il 70% se vivono in contesti segnati da alti tassi di criminalità minorile e dispersione scolastica e di quasi due volte se risiedono in aree dove la disoccupazione giovanile è più alta della media nazionale.

Povertà educativa soprattutto al Sud
Campania, Sicilia, Calabria, Puglia e Molise occupano i primi cinque posti della classifica della povertà educativa in Italia, secondo il nuovo indice di povertà educativa elaborato dall’Organizzazione. Regioni in cui bambini e i ragazzi sono maggiormente privati delle opportunità necessarie per apprendere, sperimentare e coltivare le proprie capacità, nonché della possibilità di sviluppare percorsi di resilienza necessari per superare ostacoli e condizioni di svantaggio iniziali. A fare da contraltare, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna che si segnalano invece come le aree che offrono maggiori opportunità educative per i minori.

Il 14% dei ragazzi abbandona gli studi
In Italia quasi il 14% dei ragazzi abbandona gli studi precocemente, una delle percentuali più alte in Europa e che raggiunge livelli ancor più elevati in Sicilia (23,5%), Sardegna e Campania (18,1%). L’Umbria, di contro, figura come la regione più virtuosa in tal senso con un 6,7%. Quasi 9 bambini su 10 (87%), inoltre, non vanno all’asilo nido o non frequentano servizi per la prima infanzia, percentuali che si avvicinano al 100% in Calabria e Campania dove solo rispettivamente l’1,2% e il 2,6% dei bambini può accedere a questi servizi. Il miglior risultato si registra invece in Emilia Romagna, dove la copertura di servizi per la prima infanzia non supera il 25,6%.

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