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prove tecniche di governo

M5S: accordo in vista sul programma, manca il premier. «Pronti al voto online domani»

Trattative per la partenza del governo al momento clou, quest’oggi. Si è concluso all’ora di pranzo l'incontro a Montecitorio tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5S Luigi Di Maio chiamato a rimuovere gli ultimi ostacoli sulla strada dell’esecutivo giallo-verde. «Passi avanti» sulla scelta del premier, riferiscono come esito del vertice fonti del M5S. Meno positive le ricostruzioni in casa leghista secondo cui invece nè sul programma, nè sulla premiership, l’accordo è stato raggiunto. In effetti il lavoro va avanti con l’aspettativa di chiudere il tutto entro stasera, come assicura Di Maio. E la ragione dell’ennesimo rinvio è che «stanno arrivando gli ultimi contributi che dobbiamo sistemare», ma «non su temi dirimenti».

Banchetti e voto on line per consultare la base
L’accordo sul programma di Governo dovrà poi passare il vaglio della “base” dei rispettivi partiti. I 5 Stelle sono pronti a lanciare già domani una consultazione on line sulla piattaforma Rosseau aperta ai soli iscritti, in contemporanea con l’allestimento nel finesettimana di “presidi informativi” in molte piazze di tutta Italia. Sul fronte Lega, sempre nel week end molte cità è in programma il montaggio di “gazebo” per raccogliere il parere dei militanti sul “contratto di Governo”, tema che sarà anche al centro del Consiglio federale convocato da segretario Salvini domani alle 14 in via Bellerio, a Milano.

I correttivi in fieri al programma
Data per avanzata un’intesa di massima sul programma tra gli sherpa, nelle trattative andate avanti fino a ieri, sul tavolo la questione principale riguarda (e riguarderà fino all’ultimo) il nome (uno o più) da indicare al Colle per la guida di Palazzo Chigi. Quanto a conclusioni utili, per ora niente («nei prossimi giorni sciogliamo il nodo del premier e partiamo», ripete ancora il leader del M5S). Intanto nel testo finale del “contratto”, forse anche per via del clamore suscitato dalla diffusione di alcune bozze, non definitive, dell’intesa - contenente per la verità parti controverse sulle quali bisognerà che i leader trovino una sintesi - vengono attenuati alcuni punti “sensibili” che hanno lasciato col fiato sospeso mercati e più di una cancelleria. Dunque via la richiesta di procedure europee per l'uscita dall'euro («per evitare strumentalizzazioni») al cui posto compare adesso la richiesta di scorporo dal computo del rapporto debito-Pil dei titoli di stato di tutti i Paesi europei ricomprati dalla Bce di Mario Draghi. Spazio poi ai vessilli dei rispettivi partiti quali revisione della Fornero, reddito di cittadinanza con modulazione dei tempi, flat tax e ancora il taglio delle pensioni d'oro derivanti dal sistema retributivo. Più temi-bandiera ulteriori come i vaccini o la Tav, con un alleggerimento dell’obbligo per i primi e un alt alla Torino-Lione.

Macron: vedo forze paradossali, ma fiducia in Mattarella
Cresce intanto il pressing internazionale sul nascente Governo Lega-M5S. La lista dei proccupati, che comprende diversi rappresentanti della commissione Ue, si allunga oggi con il nome del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che da un lato invita ad «accettare quello che i popoli decidono», dall’altra esprime i suoi timori per le «forze eterogenee e paradossali che potrebbero allearsi su un progetto» di cui non si conoscono i dettagli. Per fortuna, spiega in conferenza stampa al termine del vertice dell'Ue con i Paesi dei Balcani occidentali, c’è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che «ha indicato che il governo resterà legato alle strategie europee», e questo «sarà uno dei criteri per la formazione del governo».

Girandola di nomi alla ricerca di una soluzione
Su chi verrà segnalato al presidente della Repubblica per la casella più importante mancano indicazioni univoche nella girandola di nomi che, comunque, si aggiorna di ora in ora. Tra i profili individuati per la premiership si era andata concentrando l’attenzione massicciamente sul pentastellato Emilio Carelli, anche se dall’interessato non sono arrivate conferme. «Per me il candidato premier del M5S è e resta Luigi Di Maio e tutta la mia disponibilità all'interno del Movimento è determinata a sostenere la sua candidatura. In qualsiasi democrazia occidentale il capo politico di un movimento che ha ottenuto 11 milioni di voti con il 32,5% è il candidato naturale a presiedere il governo del Paese», chiarisce apertamente il giornalista dopo aver smentito ipotesi di un suo coinvolgimento.

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