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Infortunio all’Ilva, muore operaio di 28 anni. Tensione in…

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i sindacati indicono sciopero immediato

Infortunio all’Ilva, muore operaio di 28 anni. Tensione in fabbrica

L'ultima vittima del lavoro all'Ilva di Taranto si chiama Angelo Fuggiano. Una tragedia che si verifica proprio nei giorni più difficili per l'Ilva. Angelo avrebbe compiuto 28 anni a dicembre prossimo. Tarantino, residente nel rione Tamburi, il quartiere praticamente attaccato alla fabbrica, Angelo - sposato e con due figli piccoli - era dipendente di una delle tante imprese dell'indotto-appalto-siderurgico: la Ferplast. Stamattina sul presto l'operaio era nella sala argani, stava provvedendo a sostituire la fune di una delle gru degli sporgenti portuali dell'Ilva, quando è stato colpito dalla carrucola - così l'azienda in una nota ricostruisce l'accaduto - usata nelle operazioni. Gru, la DM6 del quarto sporgente, che da due giorni era ferma per manutenzione e che serve a scaricare dalle navi i minerali usati nella produzione dell'acciaio. L'impatto con la carrucola è stato violento per il giovane operaio.

Le condizioni di Fuggiano sono subito apparse gravissime. Vani i tentativi di rianimarlo, sul posto 118 e personale dell'infermeria Ilva oltre ai Vigili del Fuoco. L'operaio è morto poco dopo.

Dalle 11 di oggi e sino alle 15 di domani è sciopero all'Ilva. Riguarda tutti, diretti e personale terzo, ed è indetto dai sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb. Lo appoggiano anche i sindacati dei lavoratori edili ed elettrici. Nel pomeriggio, alle 17.30, i sindacati confederali terranno un presidio sotto la Prefettura di Taranto. Incontreranno il prefetto Donato Cafagna per chiedergli una svolta in materia di sicurezza sul lavoro. I sindacati parlano di situazione insostenibile e rammentano che lo scorso 30 aprile proprio all'acciaieria Ilva ci sono state 24 ore di sciopero per protestare contro le condizioni di sicurezza ritenute carenti. Lo sciopero di oggi innesta intanto uno scontro con l'azienda. Che ha chiesto alle sigle metalmeccaniche di fermare l'astensione per non causare problemi di sicurezza. Bisogna infatti considerare che è stata proclamata un'astensione dal lavoro immediata. I sindacati metalmeccanici fanno però sapere di aver respinto la richiesta dell'Ilva. «Abbiamo ribadito l'impossibilità di prendere in considerazione quanto proposto» dicono i sindacati che, anzi, si riservano ulteriori iniziative dopo l'incontro con il prefetto di Taranto.

Tante le prese di posizione. Dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che si dice “affranto”, al governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che rammenta l'incidente di settembre 2016, vittima un altro giovane lavoratore, Giacomo Campo, travolto dal rullo di un nastro trasportatore. In campo anche i leader sindacali di Fim, Fiom e Uilm. «La gestione commissariale è inadempiente anche sugli aspetti minimi e basilari della sicurezza - osserva Marco Bentivogli della Fim Cisl -. Da subito vanno assicurati e ripristinati gli standard di sicurezza conseguentemente va accelerata la partita con ArcelorMittal sulla cessione dell'impianto e l'implementazione e l'ammodernamento dello stesso».

Da Roma le federazioni nazionali dei metalmeccanici dicono che «gli incidenti sul lavoro sono ormai una drammatica realtà». «Si proclamano almeno 2 ore di sciopero in tutte le aziende dell'intero settore siderurgico - annunciano le federazioni nazionali - e si chiede di promuovere l'istituzione di una raccolta fondi a favore delle vittime sul lavoro attraverso la donazione di un'ora di lavoro. Nei prossimi giorni Fim Fiom Uilm promuoveranno una iniziativa nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per il pieno coinvolgimento di tutti i lavoratori».

L'incidente mortale di oggi fa ripiombare la fabbrica nel caos e accresce la tensione. Sono in corso infatti le assemblee sindacali per decidere che fare dopo la brusca interruzione della trattativa con Mittal, il nuovo acquirente, e solo ieri i sindacati avevano incontrato l'investitore per cercare di riprendere il dialogo e trovare un accordo sui circa 14mila dipendenti. Partita difficile mentre nel contratto di Governo Cinque Stelle-Lega si parla di riconversione della fabbrica. Una prospettiva di chiusura che crea ulteriori preoccupazioni.

E a Genova, intanto, altro fronte caldo della vertenza Ilva, proclamate per domani dalle Rsu 24 ore di sciopero su tutti e tre i turni dello stabilimento di Cornigliano per quanto accaduto oggi a Taranto.

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