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Valle d’Aosta al voto: Lega divisa da Fi, il M5S insidia…

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alle urne il 20 maggio

Valle d’Aosta al voto: Lega divisa da Fi, il M5S insidia l’egemonia degli autonomisti

Courmayeur, tra le principali località turistica della Valle d'Aosta
Courmayeur, tra le principali località turistica della Valle d'Aosta

Domenica 20 maggio si vota per regionali in Valle d'Aosta, terzo appuntamento politico locale di peso nel 2018, dopo le consultazioni in Molise e in Friuli Venezia Giulia, vinte dal centrodestra. Si vota per eleggere 35 consiglieri, ai quali spetta la nomina del presidente della giunta regionale. Niente elezione diretta del governatore, come avviene nelle altre regioni italiane. Altro elemento di rilievo è la divisione nel centrodestra, con la Lega che corre da sola e Forza Italia e Fratelli d’Italia alleati.

Il nuovo spoglio centralizzato
Novità di questa consultazione regionale è lo spoglio centralizzato in quattro sedi (alta, bassa, media Valle e Aosta), un sistema che mira a impedire la riconoscibilità del voto e quindi una maggiore segretezza dello stesso.

Sono 10 li liste che si presentano
La politica valdostana è dominata da partiti locali, con 10 liste ai nastri di partenza. E nella Regione a statuto speciale che ha visto succedersi nell’ultima legislatura tre presidenti, l’alleanza delle forze autonomiste che attualmente governano la regione capeggiate dalla Union Valdotaine e Union Valdotaine progressiste (con l’appoggio del Pd) rischia di perdere terreno a causa degli scandali che hanno travolto Augusto Rollandin, per tre volte presidente della Regione e ancora uomo forte del movimento autonomista di maggioranza relativa (nonché candidato anche in queste elezioni).

Il peso delle inchieste giudiziarie
Alla vigilia del voto, la procura di Aosta ha chiuso l’inchiesta sui finanziamenti pubblici a favore del Casinò di S.Vincent indagando Augusto Rollandin e l’assessore regionale Mauro Baccega accusati di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Non solo. Dalle carte di un’inchiesta, chiusa qualche giorno fa, la procura ha avanzato una nuova, pesante, ipotesi di reato: l’associazione a delinquere finalizzata alla «corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d’ufficio».

L’ascesa di Lega e M5S
Scandali e inchieste potrebbero costare la fine dell’egemonia dei movimenti autonomisti, insidiati da Lega e M5s. La Lega corre da sola mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia fanno parte della lista Centro destra Valle d’Aosta. Sia il Carroccio che il M5S confidano in un exploit dopo gli ottimi risultati ottenuti alle recenti elezioni politiche. Alla elezioni del 4 marzo il seggio della Camera è stato infatti vinto dal M5s, primo partito con il 24,1 per cento. Non a caso Luigi Di Maio, leader politico del Movimento, è atteso in Valle d’Aosta venerdì per chiudere la campagna elettorale. Mentre la Lega si è inerpicata fino al 17,4 per cento. E punta a crescere ancora. In serata è atteso per un incontro ad Aosta Matteo Salvini.

La rincorsa di Pd e Fi-FdI
Al Senato il 4 marzo ha vinto il candidato dell’Uv, appoggiato dal Pd che in consiglio regionale punta a consolidare la propria presenza in Consiglio regionale (8,9% e tre seggi). Non a caso è in agenda un comizio di chiusura ad Aosta oggi anche per il segretario reggente Maurizio Martina. Mentre il centro-destra (Forza Italia e Fratelli d’Italia) punta a tornare all’interno dell’assemblea regionale dalla quale è al momento priva di consiglieri. Quanto alla sinistra radicale, questa si è raccolta intorno alla lista di Impegno civico, dopo che Potere al Popolo non è riuscito a depositare le firme necessarie.

Il nuovo sistema di voto e il rischio ingovernabilità
Si voterà con una nuova legge elettorale che in teoria vorrebbe favorire le coalizioni. Prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza pari a 21 seggi assegnati alla lista singola, o al gruppo di liste, che abbia conseguito almeno il 42 per cento dei voti validamente espressi. Ma si tratta di una ipotesi molto improbabile, dal momento che le 10 liste corrono da sole. Nel caso in cui nessuna lista, singola o associata, abbia raggiunto tale soglia, i seggi sono ripartiti secondo un criterio meramente proporzionale, in modo da rispecchiare la percentuale dei voti conseguiti da ciascuna di esse. Con rischio molto reale di frammentazione e ingovernabilità.

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