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elezioni regionali

Valle d’Aosta, exploit della Lega secondo partito con il 17%. Pd fuori dal Consiglio

Exploit della Lega in Valle d'Aosta che, presentatasi da sola, con il 17% conquista 7 seggi su 35 e torna in Consiglio regionale dopo 20 anni di assenza. Lo fa diventando secondo partito della regione, dientro l’Union Valdotaine (da sempre partito di maggioranza relativa) che rimane la prima forza con il 19,2%, ma in forte arretramento rispetto al 2013 quando aveva ottenuto il 33,5%. Il Pd, fino ad ora in maggioranza, si ferma al 5,4% e, per la prima volta, resta fuori dall'assemblea non avendo raggiunto la soglia di sbarramento. Senza rappresentanti anche il resto del Centro destra (Forza Italia e Fratelli d'Italia, in lista insieme si fermano al 2,9%). Mentre l’altro partito autonomista dell’Union Valdotaine progressiste incassa il 10,6% (ma è in netto calo rispetto al 19,2% del 2013). Il Movimento 5 stelle ottiene 4 seggi con il 10,4%.

M5s in calo rispetto alle politiche
Di fatto la Lega ha replicato il risultato delle politiche (17,4%), mentre il M5s, come spesso accade in occasione di elezioni regionali e amministrative (ultimi i casi del Friuli e del Molise) ha subìto un netto calo rispetto alle politiche del 4 marzo quando con il 24,1 per cento si impose alla Camera come primo partito, portando a casa il seggio uninominale che spetta alla Regione. Anche se va menzionata la crescita rispetto alle regionali del 2013 (6,5%).Dieci le liste in campo per eleggere 35 consiglieri, ai quali spetta la nomina del presidente della giunta regionale. In Val d’Aosta non è prevista l’elezione diretta del governatore, come avviene nelle altre regioni italiane. Altro elemento di rilievo è la divisione nel centrodestra, con la Lega che corre da sola e Forza Italia e Fratelli d'Italia alleati. Da registrare il buon risultato della sinistra radicale, raccoltasi intorno alla lista di Impegno civico, che ha ottenuto il 7,5% e 3 seggi.

Affluenza in calo e spoglio centralizzato
Si è votato domenica dalle 7 alle 22 . Con un’affluenza del 65,1% (67.146 votanti su 103.117 aventi diritto) in netto calo rispetto alle regionali del 2013 (73%). E lo spoglio è iniziato questa mattina. Per la prima volta in maniera centralizzata in quattro poli (Aosta, Saint-Pierre, Fenis e Verres) in cui convergono le urne dei seggi di zona: una novità introdotta per garantire maggiormente la segretezza del voto, ma che sta rallentando l’afflusso dei risultati ufficiali.

Il peso delle inchieste giudiziarie
La politica valdostana è dominata da partiti locali. E nella Regione a statuto speciale che ha visto succedersi nell'ultima legislatura tre presidenti, l'alleanza delle forze autonomiste che governavano la regione capeggiate dalla Union Valdotaine e Union Valdotaine progressiste (con l'appoggio del Pd) ha perso molto terreno. Hanno probabilmente pesato sul forte ridimensionamento dell’Uv gli scandali che hanno travolto Augusto Rollandin, per tre volte presidente della Regione e ancora uomo forte del movimento autonomista di maggioranza relativa. Alla vigilia del voto, la procura di Aosta ha chiuso l'inchiesta sui finanziamenti pubblici a favore del Casinò di S.Vincent indagando Augusto Rollandin e l'assessore regionale Mauro Baccega accusati di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Non solo. Dalle carte di un'inchiesta, chiusa qualche giorno fa, la procura ha avanzato una nuova, pesante, ipotesi di reato: l'associazione a delinquere finalizzata alla «corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d'ufficio».

In cerca di una nuova maggioranza
Si aprono ora le grandi manovre per l'elezione del Presidente della Regione e
per la formazione del Governo regionale. Difficile immaginare la
riproposizione in chiave regionale dell'asse Salvini-Di Maio. Lega e M5s raggiungono insieme 11 seggi su 35, non sufficienti per fare una maggioranza. Il Carroccio ha già comunque messo le mani avanti: «Sicuramente non faremo alleanze con l'Union Valdotaine, abbiamo un programma e vedremo chi ci sarà», ha spiegato la capolista Nicoletta Spelgatti. «Non abbiamo preclusioni per
il Movimento 5 stelle che sarà anzi un interlocutore importante
- ha aggiunto - chiaramente noi presentiamo il nostro programma e
gli alleati saranno alleati di programma»


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