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Giro d’Italia, Yates resta in maglia rosa anche dopo la cronometro

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Giro d’Italia, Yates resta in maglia rosa anche dopo la cronometro

Niente da fare. Mister Yates resta il padrone del Giro. Nella cronometro di Trento (snodo quasi decisivo prima degli ultimi tre arrivi in salita), vinta dall’australiano Rohan Dennis, il britannico conserva la maglia rosa per 56 secondi respingendo l’attacco di Tom Dumoulin.

L’olandese, specialista a cronometro, gli rosicchia un minuto e 15”. Che sono tanti, certo, ma non abbastanza per strappare il primato a Yates, sorprendente anche in questa occasione.

Il britannico infatti tiene duro perdendo poco più di due secondi a chilometro su un percorso quasi pianeggiante molto più adatto all’olandese che a un “peso mosca” come Yates.

Lo stesso Dumoulin al traguardo non nasconde la delusione: «Sì, pensavo di fare meglio. Yates resta maglia rosa e ora dovrò inventarmi qualcosa. Di sicuro lotterò fino a Roma, ma non sarà facile».
Una analisi perfetta, quella dell’olandese. Per Yates questo risultato equivale a una vittoria. Scollinato questo ostacolo, ora può scendere in picchiata verso il traguardo di Roma. In realtà, di montagne ce ne sono ancora in abbondanza, con tre tappe nelle Alpi che vanno sulle nuvole (giovedì Prato Nevoso, venerdì Bardonecchia, sabato Cervinia) ma queste difficoltà non preoccupano la maglia rosa sempre sul pezzo quando va a trovare camosci e stambecchi.

Vero che le salite sulle Alpi sono più “pedalabili” rispetto a quelle dei giorni scorsi, però chi rischia di più a questo punto è l’olandese, minacciato dal ritorno di Froome (ora quarto) e da Domenico Pozzovivo, autore di una buona prestazione che gli permette di consolidare la sua terza posizione in classifica.

Ma andiamo con ordine. Il più veloce al traguardo di Rovereto, come dicevamo, è stato l’australiano Dennis, che si è preso la rivincita proprio su Dumoulin che l’aveva battuto a Gerusalemme alla partenza del Giro.

L’olandese, superato anche da Tony Martin, è solo terzo con 22 secondi di ritardo dal vincitore. Una prova quindi non brillantissima, quella di Dumoulin, che puntava anche al successo di tappa. Di rilievo poi il quarto tempo di Chris Froome. Il leader di Sky, in crisi a Sappada, è di nuovo sulla cresta riuscendo a risalire anche al quarto posto in classifica generale. Ora Froome (+3’50”) può ancora puntare al podio. Dovrà stare molto attento Pozzovivo. Il Lucano va forte, tutto gli riesce facile, ma Froome in carriera ha pur sempre vinto quattro Tour de France. Inoltre è in ripresa e non mollerà l’osso facilmente.

Bene anche Fabio Aru. Dopo il tracollo dei giorni scorsi, il sardo reagisce con una prova d’orgoglio centrando il sesto posto e promettendo di arrivare fino alla fine del Giro. Un piccolo segnale di risveglio che però non cambia il suo deludente bilancio. Vedremo nel finale. Male invece il francese Pinot, scavalcato al quarto posto da Froome. Ora siamo al gran finale. Ma il posto più alto del podio sembra ormai prenotato per Yates.

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