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Governo Conte, maggioranza sale a 171 al Senato. Sulla carta più…

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verso la fiducia

Governo Conte, maggioranza sale a 171 al Senato. Sulla carta più di Gentiloni e Renzi

È destinata a rafforzarsi la maggioranza a sostegno del nascituro governo M5s-Lega al Senato. Cinquestelle e Carroccio in prima battuta potevano contare su 167 voti, sei sopra la maggioranza assoluta fissata a quota 161 (i seggi, tra eletti e senatori a vita sono 320 a Palazzo Madama). Ma con il giro di consultazioni di ieri, il premier incaricato Giuseppe Conte ha incassato l’appoggio di quattro senatori del Misto (due eletti all’estero con il Maie e due ex M5s), che hanno annunciato il sì alla fiducia. Così sale a 171 il numero dei senatori disposti a sostenere il governo giallo-verde.

Più voti di Gentiloni e Renzi a palazzo Madama
Un numero superiore a quello registrato dai governi Renzi e Gentiloni, che in Senato, in occasione del voto di fiducia, incassarono la scorsa legislatura entrambi 169 voti. Mentre ben più largo fu il sostegno al governo Letta (il primo dopo le elezioni del 2013), che potendo contare sull’appoggio anche dell’allora Pdl, portò a casa una maggioranza “bulgara” (233). L'ultimo governo Berlusconi (che aveva vinto a valanga nel 2008) ricevette invece 173 sì a Palazzo Madama. Quanto ai due governi del centrosinistra guidati da Romano Prodi, nel primo (1996) i voti favorevoli al Senato furono 173. Nel secondo (2006) i numeri furono più risicati (165 voti).

Nuovi innesti dal gruppo Misto
I quattro nuovi innesti a palazzo Madama si vanno ad aggiungere ai 109 senatori M5s e ai 58 della Lega. Sono gli ex M5s Maurizio Buccarella e Carlo Martelli («votiamo la fiducia al governo perché noi siamo stati eletti da chi ha votato M5S» – ha dichiarato Buccarella), allontanati per difetti nella rendicontazione (la cosiddetta “rimborsopoli” grillina). Nonché i parlamentari eletti all’estero del Maie (Movimento Associativo Italiani all'Estero) Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario. «È la prima volta che un programma di governo parla degli italiani all’estero quindi daremo la fiducia» ha dichiarato Merlo al termine delle consultazioni.

Interlocuzione aperta con gruppo Autonomie
Ma il numero potrebbe ancora salire, visto che i quattro rappresentanti delle Autonomie al Senato (Svp-Patt e Union Vadotaine) hanno lasciato aperta la porta a Conte. «Il professor Conte ci ha fatto una buona impressione, abbiamo fatto presente che nel programma non c'è nessun riferimento alle autonomie speciali. Abbiamo però concordato che teniamo aperta una interlocuzione», ha affermato Julia Unterberger, presidente del gruppo a palazzo Madama.

Le voci critiche nel M5s
Al Senato 171 voti di fiducia garantiscono un buon margine di sicurezza. Ma non si può parlare di maggioranza blindata. Se è vero infatti che la stragrande maggioranza del Movimento 5 Stelle è a favore del governo giallo-verde, esistono, soprattutto al Senato, grillini critici. A partire dalla “movimentista” Paola Nugnes, che non ha mai nascosto il suo scetticismo sull'alleanza con la Lega. «Voterò la fiducia, sul resto vedremo», ha dichiarato l'esponente dei 5Stelle, contraria ad alcuni provvedimenti previsti dal contratto di governo: dai rimpatri, agli asili gratis solo per le famiglie italiane.

Le perplessità sulla flat tax
Critiche alla flat tax sono venute anche dal senatore M5S Nicola Morra. Mentre Elio Lannutti ha definito «estranei ai principi e ai valori del Movimento» alcuni nomi circolati per il governo, puntando l’indice su Giampiero Massolo, dato in pole per la Farnesina, e non nascondendo scetticismo anche su Giuseppe Conte premier. Non va dimenticato che proprio qui, a Palazzo Madama, nella passata legislatura, si partì con 54 eletti M5s, ma furono in 15 a lasciare il Movimento, molti dei quali espulsi. All’epoca, però, il Movimento era all’opposizione. Stando al governo, soprattutto al Senato non sono ammissibili defezioni.

Numeri più ampi alla Camera
Anche alla Camera sei deputati del Misto (Maie ed ex M5s) voteranno il sostegno al nuovo esecutivo: Alejandro Mario Borghese e i 5 “espulsi” ex M5s Silvia Benedetti, Salvatore Caiata, Andrea Cecconi, Antonio Tasso e Catello Vitiello. A Montecitorio la maggioranza dovrebbe avere comunque numeri molto larghi, con un totale di 352 deputati su 630 (la soglia maggioranza è a quota 316): 222 del M5s, 124 della Lega e sei del Misto.

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