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Governo, la Bce: rischioso allentare la politica fiscale con un alto…

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Dombrovskis: monitoraggio prosegue

Governo, la Bce: rischioso allentare la politica fiscale con un alto debito

Il giorno dopo il conferimento al professore Giuseppe Conte da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’incarico di formare un nuovo governo M5S-Lega, dall’Europa arrivano alcuni messaggi. Dalla Bce, che chiede all’Italia di non allentare la politica fiscale in quanto per un paese con un alto debito l’operazione potrebbe essere rischiosa, alla Commissione europea che, attraverso la voce di due sue importanti rappresentanti, il vicepresidente Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, mette in evidenza come l’attenzione da parte di Bruxelles su quanto accade a Roma sia alta.

La Bce: rischioso allentare la politica fiscale con un alto debito
«Un contesto di crescita in peggioramento o un allentamento della posizione fiscale nei Paesi ad alto debito potrebbero influenzare le prospettive fiscali e, per estensione, il sentimento di mercato nei confronti di alcuni emittenti sovrani dell’area dell’euro». Lo ha sottolineato la Bce nel Financial Stability Review sottolineando comunque che i Paesi dell’Eurozona sono diventati «più resilienti» grazie al miglioramento dell’economia, che sta «aiutando a mantenere bassi i costi di finanziamento». Un messaggio quello dell’istituto di Francoforte che raggiunge in via indiretta anche l’Italia, che in queste ore sta assistendo alla nascita di un esecutivo Lega-M5S.

I paesi fortemente indebitati non approfittano del momento
Nel ricordare ancora una volta che «i paesi dell’area euro fortemente indebitati non approfittano delle condizioni economiche favorevoli per ridurre gli elevati livelli del debito pubblico, la Bce prevede «che tutti i Paesi dell’area dell’euro vedranno un’ulteriore diminuzione o stabilizzazione dei loro rapporti di indebitamento pubblico nell’orizzonte 2018-19 sostenuti da avanzi primari previsti (tranne Francia e Lettonia) e un differenziale di crescita del tasso di interesse negativo (ad eccezione dell’Italia). Tali differenziali negativi di crescita dei tassi d’interesse possono, tuttavia, invertire e rendere i Paesi altamente indebitati più vulnerabili a una potenziale normalizzazione dei tassi di interesse e/o un possibile peggioramento delle condizioni economiche».

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Dombrovskis: il monitoraggio dei conti dell’Italia prosegue
Anche la Commissione europea è intervenuta su quanto sta accadendo nel paese sul piano politico. Il monitoraggio sui conti italiani prosegue, non è tutto rinviato al 2019, perché ci sono «altri documenti che arrivano prima», cioè il Def aggiornato e la Legge di Stabilità ad ottobre. A ricordarlo è stato il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovkis. La Commissione europea, ha sottolineato, «continuerà a monitorare la situazione del debito pubblico italiano e faremo la nostra valutazione tra un anno». In ogni caso, ha poi aggiunto, prima di questo «ci saranno altri documenti e il primo è il nuovo programma di stabilità del governo visto che il precedente governo lo ha presentato a politiche invariate». Si tratta del documento di economia e finanza 2018 appena presentato a Bruxelles dal governo Gentiloni che non contiene impegni di finanza pubblica ma solo le proiezioni macroeconomiche a politiche invariate. Poi, ha detto ancora Dombrovskis, «ci sarà il programma di stabilità per il 2019 in autunno». Si tratta del progetto di legge di bilancio dell’anno prossimo e degli impegni per gli anni successivi. «Il monitoraggio sull’Italia - ha ripetuto il commissario - è in corso».

Moscovici: che Conte dica “dialogo con Ue” è buon segnale
Più soft l’intervento del commissario agli affari economici Pierre Moscovici. «Il fatto che il capo del governo Giuseppe Conte dica “voglio dialogare con le istituzioni europee” deve essere preso come un buon segnale», ha affermato.

Moscovici ha aggiunto, parlando con “franceinfo” di non voler «aver sfiducia» sul nuovo governo italiano: «Il problema è sapere se l’Italia resterà ciò che è. Continuo a credere che resterà un paese al centro della zona euro». In ogni caso, ha spiegato il commissario, «la Commissione non può pronunciarsi su annunci, si pronuncerà sulle decisioni, cioé su un bilancio, su cifre, su leggi». Moscovici ha concluso ribadendo che sarà «attento e vigilante sul debito italiano, il secondo più elevato nella Ue dopo quelle della Grecia».

L’apertura dell’Ocse al governo M5S - Lega
Un’apertura all’esecutivo giallo verde è arrivata dall’Ocse: «Contate sull’Ocse, lavorate con l’Ocse, sentitevi a vostro agio con l’Ocse - ha affermato il segretario generale dell’organizzazione, Angel Gurria. Permetteteci, per favore, di ricordare quanto abbiamo lavorato insieme all’Italia e per l’Italia. Permetteteci ancora di dimostrare che lavorare insieme può rendere ogni decisione concreta ed effettiva». Gurria, in conferenza stampa a Parigi, ha risposto in questo modo a chi chiedeva quale fosse il suo messaggio al futuro governo italiano.

Juncker: non seguire opinione pubblica, ma ispirarla
Sul tema dell’affermazione in Europa di forze politiche critiche nei confronti dell’Ue è intervenuto anche il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. «Meglio non seguire le opinioni pubbliche in ogni loro capriccio, che è quello che si fa in Europa. Bisogna cercare di ispirarle», ha sottolineato nel suo intervento al dibattito organizzato in occasione del sessantesimo anniversario del Comitato europeo economico e sociale. «Anche i partiti tradizionali - ha aggiunto - rischiano di essere vinti dal vento populista. Se seguono populisti e demagoghi, finiscono per diventare populisti e demagoghi a loro volta, e i cittadini voteranno per l’originale. Occorre imparare di nuovo a dire la verità ai cittadini. Non bisogna seguire le opinioni pubbliche, ma bisogna cercare di ispirarle». Parlando poi del futuro dell’Unione e dell’uscita dagli anni della crisi, Juncker ha affermato: «Il vento c’è, ma non ci sono le vele. Un vecchio detto cinese dice che è il vento a dare la direzione. Abbiamo il vento, ma non abbiamo abbastanza vele».

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