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Salvini e Di Maio all’attacco del Colle: non ci vuole al Governo

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comizio a terni e diretta fb

Salvini e Di Maio all’attacco del Colle: non ci vuole al Governo

«Mi piacerebbe che l'Italia tornasse a essere un paese libero e non un paese a sovranità limitata».Reduce da un lungo (e segreto fino a cose fatte) colloquio pomeridiano al Quirinale, il leader della Lega in trasferta a Terni lancia un duro affondo politico proprio mentre sul Colle è in corso il faccia a faccia tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier incaricato Giuseppe Conte. Nelle sue parole molti riferimenti diretti al “caso Savona”, il ministro dell’Economia in pectore cheha portato al lo scontro con la presidenza della Repubblica. «Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il professor Savona», ha spiegato ai simpatizzanti del Carroccio sottolineando «Mai servi di nessuno, mai».

«In Italia Se hai criticato l'Europa non puoi neanche fare il ministro»
Si può parlare di strappo, almeno sotto il profilo del bon ton istituzionale, anche per la reazione a caldo del leader del M5S, Luigi Di Maio, che decide di lanciare una diretta Facebook per commentare il naufragio del governo giallo verde proprio mentre sul Colle i giornalisti assistono alle dichiarazioni del presidente Mattarella. Anche nel suo caso, parole di fuoco contro l’inquilino del Quirinale. «In questo Paese puoi essere un criminale condannato, un condannato per frode fiscale, puoi essere Alfano, puoi avere fatto reati contro la pubblica amministrazione, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare ma se hai criticato l'Europa non puoi permetterti neanche di fare il ministro dell'Economia in Italia. Ma non finisce qui», ha minacciato parlando ai suoi follower. «Per noi l'Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato»., ha poi aggiunto ricordando gli sforzi recenti per uscire dallo stallo politico: «Stiamo lavorando da decine e decine di giorni, dalla mattina alla sera, per assicurare un governo a questo Paese: ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo di questo paese».

Di Maio: inutile votare, i governi li decidono sempre gli stessi
La scelta di Mattarella «è incomprensibile, allora inutile votare, governi li decidono sempre gli stessi», si è sfogato ancora Di Maio, poco prima di rivelare la composizone del quasi governo M5S-Lega che avrebbe visto lui e Salvini vicepresidenti del Consiglio dei ministri con rispettivamente l'incarico allo Sviluppo economico e agli Interni. Paolo Savona sarebbe andato all'economia. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarebbe stato il leghista Giancarlo Giorgetti.

Salvini: «Se condizionato dall'Europa il governo con Lega non parte»
A Terni, prima di concedersi un bagno di folla con una lunga passeggiata tra i militanti della Lega, Salvini ha poi insisitito nella difesa della sua scelta del professor Savona per il dicastero di via XX settembre dalle ingerenze degli altri paesi Ue, la Germania in particolare. «Per il governo che ha in mano il futuro dell'Italia decidono gli italiani, se siamo in democrazia. Se siamo in un recinto dove possiamo muoverci ma abbiamo la catena perché non si può mettere un ministro che non sta simpatico a Berlino, vuol dire che quello è ministro giusto e vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei» a difendere gli interessi italiani «parte il governo, se il governo deve partire condizionato dalle minacce dell'Europa il governo con la Lega non parte».

Salvini: Savona autorevole, sarebbe un vanto per governo e Paese

«Chi non vuole Governo lo spieghi a 60 milioni di italiani»
«Se un ministro dà fastidio a certi poteri che ci hanno massacrato questo vuol dire che è il ministro giusto», ha proseguito rivolgendosi alla piazza che lo applaude: «Vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei a difendere i diritti, il lavoro e la salute dei cittadini italiani parte il Governo , se invece deve partire dalle imposizioni e dalle minacce dell'Europa il Governo con la Lega non parte». Poi un monito esplicito indirizzato al Quirinale: «Noi ce l'abbiamo messa tutta, se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto domani mattina, lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani».

Renzi: indegno minacciare Mattarella, sulle istituzioni non si scherza
In serata le parole di Salvini provocano la reazione indignata dell’ex premier Matteo Renzi, che affida il suo pensiero ad un tweet schierato apertamente a difesa del Quirinale: ☺«Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che Flat Tax e Fornero. E quindi ha usato l'alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza».

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