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Di Maio: sì a Savona nel Governo ma non al Mef. Mattarella…

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SALVINI: vedremo nelle prossime ore

Di Maio: sì a Savona nel Governo ma non al Mef. Mattarella «valuta la proposta con grande attenzione»

Occhi puntati sul Quirinale, che sul governo politico prende tempo, ma anche sulle mosse di M5S e Lega nell'ennesima, convulsa giornata di trattative per la nuova legislatura. Luigi Di Maio spera ancora in un governo politico e rilancia il nome di Paolo Savonanon al Mef «ma in un’altra posizione», trovando per il Tesoro «una persona della stessa caratura del professor Savona». Una proposta che il Colle «valuta con grande attenzione», fanno sapere fonti del Quirinale.

Se la Lega è d’accordo «chiederemo di richiamare Conte al Quirinale per l’incarico», dice Di Maio. Salvini si dice disponibile a una soluzione d'emergenza per andare al voto, mentre frena sull'esecutivo politico. E dice: «Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista». E precisa che «quandoabbiamo proposto il professor Savona è stato perché era il migliore per fare il ministro dell'Economia, se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui». Come dire: ci penserò, vedremo nelle prossime ore.

Il Movimento nel frattempo insiste: «La proposta di Luigi Di Maio è la migliore opportunità per realizzare il Governo del Cambiamento - scrive su Facebook il deputato M5s Riccardo Fraccaro - Se Matteo Salvini accetta da domani potrà sedersi al Ministero degli Interni e lavorare per la sicurezza degli italiani. Andiamo a governare».

Dal canto suo il Quirinale, dopo due incontri con il premier incaricato Cottarelli, fa sapere di non voler forzare i tempi per la formazione dell’esecutivo, in attesa di sviluppi che portino ad un eventuale governo politico. Una decisione che, precisa il Colle, non dipende da problemi sulla lista dei ministri di Cottarelli, che slitta ancora la salita al Colle per sciogliere la riserva.

Salvini al Colle: tempi rapidi per le urne
Osservato speciale di oggi è il segretario federale della Lega Matteo Salvini, che in trasferta in Toscana chiude a un “ritorno di fiamma” del Governo Lega-M5S (come proposto da Di Maio) per poi chiedere al Colle tempi rapidi per le urne. Ma «non a luglio», facendo intravedere così tra le righe la possibilità di non sfiduciare un eventuale governo Cottarelli “di emergenza” che porti l’Italia alle elezioni ad ottobre dopo il varo della legge di bilancio.

Il piano che emerge dalle ultime dichiarazioni del leader leghista incontra tuttavia il veto del capo politico pentastellato («Governo politico o voto») che nel frattempo è salito nel pomeriggio al Colle, seguito a stretto giro dal premier incaricato.

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Mattarella incontra Cottarelli
Sono gli ultimi sviluppi di un quadro politico in continua evoluzione, all’esito del duro scontro tra Quirinale, da un lato, e M5S-Lega dall’altro innescato domenica dallo stop di Mattarella al governo giallo-verde con l’economista euroscettico Paolo Savona al Mef. Questa mattina il Capo dello Stato ha ricevuto nuovamente il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli per un aggiornamento informale sulla lista dei ministri. Al termine del faccia a faccia l’entourage di Cottarelli fa sapere che «durante l'attività del presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo» sarebbero «emerse nuove possibilità per la nascita di un Governo politico», circostanza che, «anche di fronte alle tensioni sui mercati», lo ha indotto «d'intesa con il Presidente della Repubblica, «ad attendere gli eventuali sviluppi» della situazione politica.

Governo del presidente in “stand by”
In stand by dunque la formazione del Governo tecnico del presidente - che avrebbe il solo obiettivo di incassare una fiducia “tecnica” per varare una legge di bilancio light e consentire il voto subito dopo, a ottobre - a rischio per il niet scontato dei partiti vincitori del 4 marzo e per l'astensione benevola annunciata dal Pd che farebbe incassare all’esecutivo in cantiere zero sostegno in Parlamento. Sullo sfondo, rimane l’ipotesi circolata ieri di riaprire la trattativa M5S-Lega-Quirinale per tornare ad un Governo politico tra i due partiti con un premier di area Lega e l’uscita di scena di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Una strada che oggi ha però incrociato il no della Lega. «All'ipotesi di un governo giallo-verde ci abbiamo lavorato per un mese inutilmente ma io ho una dignità politica e soprattutto l'Italia non è schiava di nessuno: i tedeschi si facciano gli affari dei tedeschi e i francesi quelli dei francesi ma agli italiani ci pensiamo noi», ha sottolineato il segretario federale del Carroccio, che poi ha liquidato le aperture del leader pentastellato: «Di Maio riapre a chi? A che cosa? Non è che siamo al mercato».

Salvini: «Tornare alle urne il prima possibile ma non a fine luglio»
«Mattarella ci dica come uscire dallo stallo: abbiamo rinunciato a posti, poltrone, presidenze e ministeri. Ci hanno sempre detto no», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, stamani in Toscana per un tour elettorale a Pisa e a Massa. L’appello è perché il capo dello Stato «dia la data del voto e gli italiani faranno giustizia su quello che è successo», nella speranza che si torni alle urne «prima possibile ma non a fine luglio perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani e i lavoratori stagionali», ha aggiunto.

La Lega, quindi, non è favorevole ad una nuova edizione del Governo M5S-Lega in realtà mai partito ma non ostacolerebbe «soluzioni rapide» promosse dal Colle per affrontare le emergenze a condizione che il prima possibile sia dato modo agli italiani di tornare al voto. Fonti vicine a Salvini prospettano quindi la possibilità di una ”non sfiducia tecnica” della Lega al governo che Sergio Mattarella ha chiesto a Carlo Cottarelli di formare. Come questo possa realizzarsi (astensionismo, uscita dall'Aula o altro) non è ancora chiaro. Ma di certo Salvini permetterebbe ad un nuovo governo tecnico di presentarsi al G7
in Canada, al Consiglio Europeo di Bruxelles a giugno, al vertice Nato a luglio, e soprattutto di fare la legge di bilancio prima di andare al voto ai primi di ottobre.

Di Maio: no alleanze con Lega, M5S sempre andato da solo
La replica del leader M5S alle parole di Salvini non si è fatta attendere. «Il M5S è sempre andato da solo», annuncia infatti Di Maio in un'intervista a Fanpage, rispondendo a una domanda sulle possibili alleanze in vista delle prossime elezioni. «Ovviamente – ha aggiunto - c'è un contratto di governo» con la Lega «che spero si possa realizzare in futuro perché in quel contratto c'erano 5 anni di lavoro da fare, almeno». Giancarlo Giorgetti, capogruppo alla Camera e braccio destro di Salvini, ha invece escluso ogni passo in avanti verso un governo politico («Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti»), sia frutto di una alleanza Lega-M5S, sia con la formula Lega-Forza Italia. «Sono solo voci», ha tagliato corto.

Il tweet di Matteo Salvini

Il “capitano” della Lega ha quindi annunciato un’iniziativa politica per l’elezione diretta del capo dello Stato, allineandosi a quanto avviato ieri da Fratelli d’Italia. «Noi saremo nelle piazze a chiedere le firme mie per eleggere il Presidente della Repubblica - ha spiegato Salvini riferendosi alla campagna di mobilitazione lanciata su Twitter e sul suo profilo Fb -. Noi vogliamo una repubblica presidenziale e federale per un paese più moderno efficiente trasparente e competitivo».

Commissione Ue: piena fiducia in Italia e Mattarella
Intanto, Bruxelles prova a mettere una pezza allo scivolone politico del Commissario europeo al Bilancio, il tedesco Oettinger, che ieri in una intervistta si era detto certo che «i mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta». La Commissione Ue ha «piena fiducia nel processo costituzionale che si sta svolgendo in Italia e nel presidente della Repubblica», ha detto stamani un portavoce rispondendo a diverse domande sull'Italia. «Non sta alla Commissione intervenire nei dibattiti politici e entrare in un processo che si svolge in Italia», ha aggiunto, precisando però che «il ruolo dell'Italia nell'Ue è importante, è un grande Paese e quello che succede è altrettanto importante perciò Juncker ha ribadito la sua fiducia».

L’ipotesi di un esecutivo giallo-verde
L’attenzione è dunque tutta sul confronto a distanza tra i due leader politici Matteo Salvini - in Toscana per un tour elettorale in vista delle Amministrative - e Luigi Di Maio che ieri ha smorzato l’ipotesi di impeachment al capo dello Stato («non è più sul tavolo») e riaperto i giochi per un governo politico con la Lega che potrebbe contare anche sull’appoggio di Fratelli d’Italia. Il rilancio del governo giallo-verde, però sembra per ora non essere stato raccolto da Salvini, anche se arrivano segnali dal Carroccio. «È utile tornare al voto d'estate? Assolutamente no. Ed è proprio per questo che noi stiamo continuando a dire che noi siamo disponibili ad andare al governo», ha spiegato ad esempio Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato, ospite di Agorà Rai Tre. «Noi - ha aggiunto - continuiamo a dire che una maggioranza in Parlamento esiste». La posta in gioco è alta: evitare un nuovo voto nel caos il 29 luglio e allentare il pressing delle Borse e dello spread. Sale intanto la vigilanza sulle istituzioni per il rischio proteste in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno.

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Appello Cei: rispettare il voto e Capo dello Stato
Lo stallo e l’incertezza politica che si trascina senza soluzione di continuità dalle elezioni Politiche scorso preoccupa anche la Conferenza episcopale italiana, che oggi sulla prima pagina di “Avvenire” (il quotidiano dei vescovi, ndr) ha lanciato un appello alla «concordia» e al «dialogo». «Mai come in questi giorni - scrive il presidente della Cei Gualtiero Bassetti - c'è assoluto bisogno di rispettare la volontà popolare, che si è espressa liberamente il 4 marzo, e tutte le istituzioni civili che rappresentano l'architrave insostituibile della nostra democrazia e della nostra libertà: dalla più elevata, il Capo dello Stato, alla più rappresentativa, il Parlamento». Per Bassetti «in questo momento difficile servono, dunque, parole di concordia e di dialogo per abbattere i muri di inimicizia e per superare lo spirito di divisione che sembra diffondersi nel Paese».

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