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L’economia riparte se gli amministratori pubblici ritrovano il coraggio

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L'Analisi|convegno Bankitalia-Consiglio di Stato

L’economia riparte se gli amministratori pubblici ritrovano il coraggio

Il tallone d'Achille della spesa pubblica italiana, come si sa, è la drastica compressione degli investimenti pubblici: sono in calo costante dal 2010, come non si stanca di far notare la Banca d'Italia, e il loro ammontare è passato dai 54 miliardi del 2009 ai 33 miliardi del 2017. Perché è così difficile sostenere lo sviluppo anche attraverso l'intervento pubblico? Una delle ragioni è emersa nel corso del convegno svoltosi a Palazzo Koch, a cura della Banca d'Italia e del Consiglio di Stato, dedicato a “Giustizia amministrativa ed esigenze del sistema economico”.

Come ha ricordato Stefano Micossi, direttore generale dell'Assonime,c'è in particolare un campo da presidiare, se si ha a cuore il rilancio delle infrastrutture necessarie per la collettività ed è il settore dei contratti pubblici. Non solo perché la nuova disciplina del Codice, soprattutto nella sua prima fase di applicazione, ha rallentato la ripresa del mercato degli appalti pubblici. Su questo terreno in realtà basterebbe qualche aggiustamento mirato di singole disposizioni.

I nodi veri sono altri: da un lato l'esigenza di completare i provvedimenti attuativi del Codice; dall'altro i problemi connessi al contenzioso. Se è vero, infatti, come afferma un recente studio dell'ufficio studi del Consiglio di Stato , che nella media il tasso di litigiosità è contenuto e inferiore al 3 per cento, è vero anche che per i grandi appalti (Consip, Anas) il tasso di litigiosità è lanciato verso il 30%. Soprattutto, come ha spiegato anche il presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, anche quando il giudice rigetta le richieste di sospensiva, molto spesso si verifica l'autosospensione da parte della Pubblica amministrazione.

Le amministrazioni, in altre parole, si fermano, anche quando l'opera in questione è importante per la collettività (un caso famoso riguarda i lavori di messa in sicurezza del torrente Bisagno) perché temono di incappare nella responsabilità per danno erariale se l'aggiudicazione viene dichiarata illegittima. Per restituire capacità discrezionale agli amministratori sarebbe forse opportuno un intervento normativo ad hoc, in modo da escludere l'azione per danno erariale, quando l'amministrazione pubblica stipula un contratto di appalto in pendenza di un contenzioso e sussiste un interesse generale all'esecuzione del contratto.

Di sicuro, non si può identificare solo nella figura del giudice amministrativo italiano o nelle forti oscillazioni della giurisprudenza dei Tar il fattore di blocco per l'economia. Non a caso, nel suo intervento introduttivo il governatore della Banca d'Italia ha fatto riferimento alle difficoltà di coordinamento fra le corti nazionali e quelle europee e ai tempi lunghi dei giudizi della Corte europea, incompatibili con le decisioni veloci necessarie nel campo della vigilanza sul sistema finanziario : occorre rafforzare il coordinamento internazionale per prevenire esiti divergenti, che minano la certezza del diritto, ha rimarcato Ignazio Visco. E questo vale, ha concluso, in particolar modo per il settore bancario, che già gode di un elevato livello di armonizzazione delle norme e di un sistema di Vigilanza unificato.

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