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Via le sanzioni alla Russia: il fronte dell’Est che sta con…

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L’ALTOLÀ NATO: VANNO MANTENUTE

Via le sanzioni alla Russia: il fronte dell’Est che sta con l’Italia

Dialogo sì, ma le sanzioni alla Russia devono rimanere fino a quando il Cremlino non cambierà atteggiamento. È questo il messaggio che il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha lanciato oggi all’Italia, alla vigilia della ministeriale dell’Alleanza atlantica che si terrà domani a Bruxelles. La tempistica non è casuale. Nel discorso programmatico tenuto martedì in Senato, in vista del voto di fiducia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato: «Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa». Stoltenberg avverte Roma: l’Italia non può cambiare in maniera unilaterale la posizione dell’alleanza su una questione così strategica.

Chi è a favore della revoca delle sanzioni
A segnalare che è giunto il momento di revocare le sanzioni comminate da Bruxelles alla Russia a seguito dell’invasione della Crimea, misure a cui peraltro Mosca ha risposto con controsanzioni che in Italia colpiscono soprattutto il comparto agricolo e le piccole e medie aziende, non è solo il nuovo governo italiano a tinte giallo verdi. È contrario alle sanzioni il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman. Putin ha una sponda nel premier ungherese Viktor Orban, al quale il ministro dell’Interno Matteo Salvini guarda per riscrivere le regole europee in tema di gestione dei migranti. Nel gruppo dei paesi a favore di una revoca delle sanzioni alla Russia anche la Slovenia, la Slovacchia e la Bulgaria, che ancora per pochi giorni detiene la presidenza di turno dell’Unione europea.

Kurz e Strache, le due posizioni nell’esecutivo austriaco
Presidenza che a luglio passerà nelle mani dell’Austria. La stessa Austria che proprio ieri, in occasione della visita di Putin a Vienna, ha chiarito che sotto la sua presidenza non cambierà nulla. «Assumeremo la presidenza nell’Unione Europea il 1° luglio e parteciperemo attivamente alla posizione dell’Ue, ne sosterremo le decisioni e, inutile dirlo, anche le sanzioni», ha anticipato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Di parere contrario Heinz Christian Strache, vicecancelliere e leader di FPÖ, il partito di estrema destra alleato di Russia Unita, il movimento politico di Putin con cui due anni fa ha stipulato un accordo di cooperazione. Strache ha chiesto a  Bruxelles di cancellare le sanzioni.

L’incognita Trump sulla posizione di Germania e Francia
Infine, l’incognita Usa. La decisione di Trump di recedere dall’accordo sul nucleare iraniano e di imporre dazi sull’acciaio potrebbe spingere Germania e Francia a smussare, se non proprio a rivedere, il loro no alla revoca delle sanzioni. Un no che per adesso né a Berlino né a Parigi è in discussione.

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