Italia

Di Maio: tavoli di crisi Mise “allargati” ai parlamentari.…

  • Abbonati
  • Accedi
la prima direttiva del ministro

Di Maio: tavoli di crisi Mise “allargati” ai parlamentari. Calenda: un errore

“Allargare” a una rappresentanza di deputati e senatori del territorio i tavoli sulle crisi aziendali attivati presso il ministero dello Sviluppo economico. È questo il senso della prima direttiva (emanata ieri) del neo ministro pentastellato, Luigi Di Maio, da lunedì al lavoro al dicastero di via Veneto. «D'ora in avanti anche i parlamentari di maggioranza e opposizione potranno partecipare al Mise alle riunioni plenarie sulla gestione di crisi di impresa», spiega in un post su Facebook la senatrice M5s Antonella Campagna.

Lavoro: oggi tavoli Alitalia, Ilva ed Embraco

Il no di Calenda: «Gravissimo errore»
La novità, annunciata dallo stesso Di Maio questa mattina reduce da un incontro con i lavoratori FedEx («ieri ho fatto una circolare che consente ai parlamentari del territorio di stare vicino ai lavoratori e ai datori di lavoro durante le trattative») scatena la reazione dell'ex ministro dem, Carlo Calenda. Che via Twitter critica la scelta di invitare quattro parlamentari di maggioranza e opposizione ai tavoli delle vertenze perché «vuol dire politicizzare un lavoro tecnico delicato». «Sindacati, aziende, istituzioni locali e nazionali - sottolinea Calenda - hanno la responsabilità di risolvere le crisi. È un gravissimo errore buttarle nello scontro politico».

Campagna (M5S): misura che assicura trasparenza e partecipazione
«Le riunioni plenarie, rimaste finora off limits ai parlamentari eletti dai cittadini, - scrive la senatrice di Termini Imerese - saranno “allargate” a un massimo di 4 parlamentari, due della maggioranza e due dell'opposizione». Secondo Campagna «la direttiva rappresenta una novità assoluta: nessun ministro prima d'ora aveva firmato un provvedimento simile, che assicura trasparenza e maggiore partecipazione dando la possibilità ai parlamentari di avere un quadro, in presa diretta, sulle trattative tra Governo, azienda e sindacati, che riguardano centinaia di realtà in crisi e la vita di migliaia di lavoratori». La Direttiva Di Maio prevede poi «l'attivazione sul sito web del ministero dello Sviluppo economico di un sistema di prenotazione, che deputati e senatori potranno utilizzare per chiedere di prender parte alle riunioni e i criteri da seguire. È un primo passo, che va nella direzione giusta, è uno dei primi atti del “Governo del Cambiamento”».

A riunioni plenarie parlamentari semplici «uditori»
Nel caso in cui le “prenotazioni” dei parlamentari espressione dei territori interessati siano più di quattro - si legge nel testo della Direttiva - «il criterio preferenziale è riconosciuto al Parlamentare del collegio elettorale ove si manifesta la crisi di impresa secondo l'ordine cronologico della richiesta». Tra i “paletti” per i parlamentari, l'obbligo di partecipare alle riunioni plenarie «solo nella veste di uditori», giacché «la gestione delle vertenze delle imprese in crisi rappresenta un momento dell'attuazione della politica generale dell'esecutivo».
.

© Riproduzione riservata