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Festa Ferrari con Vettel: a Montreal vittoria storica e primato mondiale

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Festa Ferrari con Vettel: a Montreal vittoria storica e primato mondiale

Una vittoria Ferrari, una «bottarella» in partenza giusto per non scontentare gli americani: ah no, questa volta sono i canadesi che, assiepati a pel di muretto, nel dna cercano sempre di vedere un po’ di scontri per tenere alta l’attenzione sulla gara. Numero due Bottas, terzo Verstappen, «seconde guide» che danno poco fastidio alla classifica. Bandiera gialla in partenza per alcuni giri, grande muretto rosso. Fine della storia.
Un’ottima notizia quella della vittoria Ferrari in Canada, ci mancherebbe. Che viene non per caso, non per fortuna, ma dopo un weekend costruito con tutti i crismi: pole position e primato in gara dall’inizio alla fine senza interruzione. Pensare che erano ben 17 anni che la Ferrari non si ritrovava in pole a Montreal e 14 che non vinceva, sempre per mano di «quello lì», laddove per quello lì si intende l’indimenticato campionissimo Michael Schumacher. E tutto questo accade proprio nel giorno del quinto tributo che il Ferrari Club Caprino Bergamasco gli dedica sulla pista di Monza, in occasione delle giornate di promozione sportiva (integrando purtroppo negli ultimi anni una commemorazione a Jules Bianchi, al quale anche ieri è stato dedicato un minuto di silenzio prima di dar fiato a un'ora di supercar rosse in pista).

Il sorpasso mondiale
Ma la bella storia della Ferrari che vince non termina qui: 121 punti per Vettel che torna in cima alla graduatoria, Hamilton va a 120 e questo renderà il prossimo Gran Premio di Francia a Le Castellet una gara senza dubbio più che interessante da seguire. O almeno, sulla carta, quella del sud francese si annuncia senz’altro una manifestazione motoristica importante, per il ritorno in una pista che non era pensata ad accogliere numeri importanti di pubblico ed era già stata abbandonata, anzi, per diversi anni, dai grandi campionati. Ma grazie a importanti investimenti alcuni anni fa catalizzati da Ecclestone, capace di convincere grandi nomi a usarla come valido punto di riferimento per i test, Le Castellet è ora tirata di nuovo a lucido e si presenta finalmente come una pista bella per guidarci e per ospitare gare divertenti da vedere. Non si può dire lo stesso di quella canadese, che ha una storia innegabile ma le caratteristiche di tracciato «misto» la rendono soporifera di default salvo incidenti o pioggia che non abbiamo avuto. La prova canadese numero 39, purtroppo, è stata una delle più noiose della storia.

Le 50 volte di Vettel
Tornando sul tema «festa Ferrari», non si può tralasciare che il successo appena celebrato, non solo tira su non poco il morale a tutto il team, ma porta una grande goia extra a Vettel per avere raggiunto il traguardo ragguardevole di 50 successi in Formula 1. Sono già 9 più di Senna e ne manca solo uno per raggiungere Prost, a quota 51, mentre per raggiungere la vetta c’è ancora molto da fare: il primo si chiama Schumacher, a 91, e il secondo è Lewis Hamilton, a 64. Meno male che almeno Vettel può festeggiare molto perché, d’altro canto, Raikkonen non s’è visto e sta facendo il suo lavoro sotto alle aspettative: sesto alla bandiera a scacchi, non riesce a prendere Hamilton neanche in una giornata dove aveva dei seri problemi e concludeva con gomme più vecchie di ben 16 giri rispetto al finlandese.

Guaio Mercedes
L’era ibrida aveva decretato che questa fosse una pista Mercedes, almeno fino al 10 giugno. Ma i 40 anni dalla prima vittoria di Gilles Villeneuve in qualche modo avranno aiutato la grande forma e motivazione di Vettel e del team che non si fanno agganciare dagli avversari neanche dopo il pit stop. Per Bottas è andata bene, visto che non ha commesso errori in partenza ed è arrivato secondo fino in fondo: sa fatto il suo e l’ha fatto bene, senza nuocere a nessuno e senza riverenze interne alla squadra. Per Verstappen discorso quasi uguale, visto che lascia Ricciardo dietro, meritevole comunque di non aver temuto il campione in carica.
Come dice Arrivabene nel dopo gara, bisogna tuttavia «tenere i piedi per terra», perché anche se è bello avere di nuovo la leadership in tasca dopo sette gare, la stagione è molto lunga ed è giusto ricordarsi la lunga carenza di risultati d’elite di gran parte della primavera. E in effetti, oltre a Mercedes, c’è Red Bull che è più vicina di quanto lo sia mai stata negli ultimi anni dopo l’uscita di Vettel. Perciò Mercedes resta prima nei «costruttori», quella classifica che sinora ha importato non solo al prestigio delle case, ma anche ai bilanci di una stagione, visto che le è legato un premio finale redistribuito fra le scuderie, notoriamente di notevole valore. I numeri, insomma, restano fine a sé stessi. L’importante è scrivere una nuova pagina di storia. E per farlo c’è solo bisogno di grande lavoro.

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