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parla il patron di alinghi

Bertarelli: «La Coppa America è come giocare alla roulette»

«La Coppa America è una scommessa, ma fatta così è come giocare alla roulette. Ogni volta che si cambia la barca è come mettere i soldi su un solo numero, sperando che esca. È un azzardo, anche dal punto di vista dell'investimento, e siamo in tanti a pensarla così visto che allo stato attuale sono solo in quattro a partecipare». Parola di Ernesto Bertarelli, patron di “Alinghi” incontrato in occasione del Campionato Mondiale GC32 (la classe professionistica top dei catamarani volanti), appena vinto nella categoria timoniere/armatore.

Lei è un fan della “vela veloce”, ma la nuova barca di Coppa, che dicono velocissima, non le piace.
La velocità aggiunge molto all'agonismo. Prendiamo una partita di calcio degli anni '70: giocavano, ovviamente, ma visti con gli occhi di oggi sembrano fermi. Se a un tifoso di allora fosse stato possibile assistere al calcio contemporaneo e vedere un terzino - allora si chiamavano cosi - scendere in attacco sulla fascia direbbe che è una testa matta. La velocità è parte del nostro mondo, il tema è indirizzarla nella giusta direzione.

E quella della nuova barca individuata per la Coppa non è quella giusta?
È un travestimento, non è né un catamarano, né un monoscafo (è stata definita monomarano, ndr) e le parti più delicate, come i foil (le ali che la fanno navigare sopra l'acqua, ndr), saranno fornite da un terzista per tutti i concorrenti. Ma sappiamo che la monotipia assoluta non esiste e inevitabilmente ci saranno molte discussioni quando un pezzo sarà ritenuto migliore di un altro. E cosa succederà se uno si romperà e un altro no? Ma non è solo questo.

Cosa allora?
Andiamo verso un'altra edizione del Trofeo velico più importante al mondo in cui si reinventa la barca con cui disputarlo. Quando ho iniziato con “Alinghi” ho potuto acquistare lo scafo usato n. 59 e subito il team si è potuto mettere al lavoro. Questo non sarà possibile, lasciando molto spazio a soldi da spendere e designer e togliendone molto ai velisti. Non a caso ci sono solo quattro club che contano, ma già quando gli inglesi annunciano un budget di 150mila euro capisci che sarà difficile avere una vera competizione.

Cosa servirebbe per far venir fuori la componente sportiva?
Barche molto vicine in termini di prestazioni, come era stato a Valencia 2007. A Bermuda nel 2017 (sede dell'ultima America's Cup persa da Oracle, ndr) si erano riviste regate più compatte, per questo avrei voluto proseguire con i catamarani. Con la nuova classe io non saprei da dove cominciare, per questo sto fuori.

Velocità e azzardo due temi di attualità, come vede il mondo che ci circonda?
Sostengo un centro sulla neurologia dove è ospitato l'istituto europeo per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Ogni volta che vado a trovarli imparo qualcosa. I ricercatori mi hanno spiegato che cominciano a capire i meccanismi con cui il cervello arriva all'elaborazione di un'idea: il processo con il quale dal caos si fa un'operazione di esclusione fino a rimanere con l'essenziale. Penso che anche la nostra società stia facendo questo. Abbiamo molte più informazioni, anche globali, e dati, con un aumento esponenziale rispetto al passato e, un po' come un cervello umano, stiamo ancora elaborando la buona idea.

E quale deve essere il ruolo di un imprenditore in questo processo?
Questione ampia, posso trarre qualche considerazione dall'esperienza nella vela. Ho cominciato con i 40 piedi sul lago di Ginevra, dove la regata più importante è il Bol d'Or. Ci battevamo tutti per questo trofeo e ogni anni si aggiornavano le barche. Poi decisi di investire molto più degli altri, finché ne vinsi uno, due, tre. Dopo tre anni mi ritrovai da solo. Mi sono detto che hai fatto? Hai distrutto quello che più andavi a cercare, la competizione, che vuole un certo rispetto dell'avversario. Così decisi di ritirare la mia super barca e costruirne una nuova, dopo aver domandato a tutti gli altri qual era il budget che erano pronti a investire. Se oggi sono capace di andare su barche tecnicissime come questi GC32 è perché ho deciso di non continuare a vincere a tutti costi, ma perseguire una visione più equilibrata. L'imprenditore deve avere questa visione.

Per questo finanzia iniziative di tutela dei mari?
Ho un rapporto viscerale con l'acqua. Sono cresciuto all'Argentario (Grosseto) e vivo vicino al Lago di Ginevra. Facendo viaggi nel mondo in barca mi sono reso conto che i posti più belli cambiavano a una grande velocità e che se volevo continuare a goderli dovevo fare qualcosa. Per questo mia sorella ed io con la Fondazione Bertarelli investiamo abbastanza in questo ambito, oltre che in quello della salute e delle neuroscienze.

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