Italia

Comunali: è corsa agli apparentamenti, c’è tempo fino a…

  • Abbonati
  • Accedi
verso i ballottaggi

Comunali: è corsa agli apparentamenti, c’è tempo fino a domenica

Dopo i risultati del primo turno alle amministrative, parte ora la corsa agli apparentamenti per accaparrarsi i voti delle liste rimasti fuori dal secondo turno. La partita è delicata soprattutto nel centrodestra, in quelle realtà dove la coalizione si è presentata divisa. È già chiusa invece la possibilità di una intesa tra Lega (traino del centrodestra) e M5S, nonostante i due partiti siano al governo insieme a livello nazionale. Per gli apparentamenti ufficiali c’è tempo fino a domenica. Ma sulla carta c’è sempre la possibilità per i partiti esclusi dal secondo turno di dare indicazioni di voto senza una formale alleanza.

Occhi puntati su Brindisi e Ragusa
Il 10 giugno Fi e Lega si sono presentati uniti in 15 comuni capoluogo su 20. Dove si è presentato diviso, a Trapani ha vinto il centrosinistra al primo turno. Partita già chiusa anche a Barletta, dove è già stato eletto il candidato di Forza Italia (quello della Lega si è fermato al 4,68%). A Ragusa, invece, la Lega non ha proprio presentato la lista. La situazione è delicata a Siracusa e a Brindisi, dove al ballottaggio andrà l’aspirante primo cittadino di Fi, mentre quello della Lega è rimasto fuori.

Fi spera nell’appoggio leghista a Brindisi
Il primo turno delle amministrative, a Brindisi, ha sancito il ballottaggio tra il candidato sindaco Roberto Cavalera, al vertice di una coalizione di centrodestra supportata da Forza Italia, Udc e liste civiche, che ha raccolto il 34,7% delle preferenze, e Riccardo Rossi del centrosinistra, al 23,5%. Da segnalare il 18 per cento del candidato della Lega, Massimo Ciullo, presentatosi da solo, che potrebbe dare una spinta alla vittoria del centrodestra. Qui una ritrovata unità Fi-Lega potrebbe essere decisiva per le sorti del capoluogo.

Delusione Lega a Siracusa
Più confusa la situazione a Siracusa, dove al ballottaggio andrà Ezechia Reale (Fi, FdI, Udc e altri), contro il candidato civico Francesco Italia. Al primo turno lo scenario disegnato è stato molto frastagliato: Reale ha preso il 37,1% e Italia il 19,6%. Fuori sono rimasti il candidato Pd (13,1%) e quello M5S (16,3%). Grande delusione per l’aspirante primo cittadino sostenuto dalla Lega, Francesco Midolo, che ha ottenuto solo l’1,3%. Un apparentamento ufficiale Fi-Lega avrebbe quindi sulla carta poche possibilità di spostare gli equilibri, ma darebbe comunque un segnale di unità nel centrodestra.

Intanto a Fiumicino la Lega non appoggia Fi
Certo, non è incoraggiante per Fi la decisione persa dalla Lega a Fiumicino, comune di 80mila abitanti alle porte di Roma:«La Lega Noi con Salvini non sosterrà a Fiumicino né Esterino Montino (Pd, Leu e altri) né Mario Baccini (Fi) al ballottaggio del 24 giugno», ha fatto sapere il candidato sindaco e senatore leghista William De Vecchis (appoggiato anche da FdI), che domenica è arrivato terzo con il 20,7% (dietro Montino al 39% e Baccini al 27,7%), mentre la lista del Carroccio ha preso il 13,4% (mentre quella di Fi è sotto al 4%, dietro anche a FdI al 5,1%). «È la nostra coerenza ad averci reso l’unica alternativa possibile alla vecchia politica», ha precisato De Vecchis.

L’anomalia Ragusa
Discorso a parte merita Ragusa. Il candidato del M5S Antonio Tringali si è piazzato domenica al primo posto, ma solo con il 22,7%, staccando di poco il candidato di Fratelli d'Italia Peppe Cassì (20,8%). In città il Carroccio non ha presentato una sua lista, eppure il centrodestra è riuscito a dividersi in tre: oltre a Cassì alla guida di tre liste civiche e di Fratelli d’Italia, in corsa c'erano Maurizio Tumino di Forza Italia e Sonia Migliore, ex Udc, espressione di un movimento civico.Cassìha stoppato subito l’idea di riunire il centrodestra.

C’è tempo fino a domenica
La legge prevede che ci sia tempo fino a domenica prossima per stringere formalmente gli eventuali apparentamenti tra le coalizioni arrivate al ballottaggio e le liste escluse dal ballottaggio. Le liste escluse che entrano nella coalizione partecipano alla ripartizione del 60% dei seggi qualora la il candidato della coalizione stessa risulti vincente. C’è sempre tuttavia la possibilità, per le liste escluse, di non stringere formali apparentamenti, ma di dare semplicemente una indicazione di voto a favore di uno dei due candidati al ballottaggio.

© Riproduzione riservata