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Le ordinanze “creative” di Massimo Bitonci, sottosegretario…

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il ritratto

Le ordinanze “creative” di Massimo Bitonci, sottosegretario all’Economia

Dai cibi etnici alla siesta nei parchi: una lunga serie di ordinanze “creative” ha caratterizzato le amministrazioni di Massimo Bitonci, classe 1965, attuale neo sottosegretario al ministero dell’Economia, già primo cittadino di Cittadella (due mandati, dal 2002 al 2012) e poi di Padova (dal 2014 al 2016).
A Cittadella, nel 2007, stabilisce requisiti reddituali minimi (5.061 euro l’anno) e criteri di idoneità delle abitazioni per chiunque chieda la residenza nel comune. Per questo provvedimento, definito “anti sbandati”, finisce anche indagato per l’ipotesi di reato di “usurpazione di funzione pubblica”. L’informazione di garanzia viene emessa dalla procura della Repubblica di Padova, finisce con una archiviazione.

A Padova viene eletto sindaco nel 2014; fra le sue gesta che più fanno discutere c'è l’ordinanza per vietare l’ingresso agli adulti non accompagnati da bambini di età inferiore ai 12 anni nel parco Cavalleggeri: niente persone sole, dunque, inclusi i profughi (ma anche studenti o anziani).
C’è anche il divieto di apertura per le attività di vendita di kebab in centro storico, prendendo spunto da un decreto legislativo che, a livello nazionale, autorizza i sindaci a “valorizzare le botteghe storiche delle proprie città e allo stesso tempo vietare le attività commerciali non compatibili con la tutela del nostro patrimonio culturale”; e, sul fronte della salute pubblica, l’ordinanza per obbligare tutti gli immigrati a sottoporsi a controlli medici anti-Ebola nell’ottobre 2014. L’iniziativa viene bollata dall’Ordine dei medici della città come inutile: «Un certificato di sana e robusta costituzione serve per fare sport, non certo per misurare la pericolosità̀ del virus Ebola o di un’altra malattia. Oltretutto si tratta di un’epidemia circoscritta anche in Africa ad alcuni paesi: è endemica, significa che ci sono sempre dei casi nei paesi coinvolti, ma non in altre aree dello stesso continente».

Le battaglie del sindaco spaziano dalla lotta alla prostituzione al consumo di alcool, e nel mirino finiscono anche le goliardie dei neolaureati, quando i papiri non sono troppo da educande.

A Padova Bitonci resta in carica fino a novembre 2016, quando la sua Giunta cade per effetto delle dimissioni di 17 consiglieri su 32 dopo uno scontro all’interno della maggioranza, soprattutto fra Forza Italia e Lega Nord. Di qui la nomina di un commissario prefettizio per traghettare l’amministrazione fino alle nuove elezioni, alle quali Bitonci si presenta “senza traditori” e con la promessa di “essere proprio un sindaco-sceriffo. E mi metterò anche il cappellino in testa”. Ha vinto, invece, Sergio Giordani.

Dalla sua pagina Facebook (seguita da 73mila persone) Bitonci ringrazia per la nomina a sottosegretario, che segue anni di attivismo: al suo attivo, come riporta Camera.it, 235 progetti di legge presentati. «Ringrazio in particolare i “segretari” Matteo Salvini e Gianantonio Da Re, i vice Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. Chi mi conosce bene sa che non prendo nulla alla leggera, e che mi impegnerò al “massimo” per le cose in cui credo! Cambiare l’Italia, renderla più giusta ed equa per tutti si può! Datemi una mano!».
La sua biografia ricorda qualifiche e passioni, oltre all’impegno politico: presidente Lega Nord LV, già sindaco di Cittadella e Padova, parlamentare, laureato in Economia e Commercio, dottore commercialista e RC, sposato e padre di due figli, rugbista.

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