Finanza & Mercati

Payden & Rygel sbarca in Italia e si aggiudica un mandato per il fondo…

  • Abbonati
  • Accedi
asset manager

Payden & Rygel sbarca in Italia e si aggiudica un mandato per il fondo pensione Pegaso

L’Italia continua ad attirare l’interesse degli operatori internazionali, nonostante la fase prolungata di tensione politica. Payden & Rygel, una delle principali società di gestione indipendenti e non quotate al mondo specializzata nella clientela istituzionale, ha appena aperto un ufficio a Milano e si è aggiudicata un mandato obbligazionario globale attivo per Pegaso, il fondo pensione complementare per i dipendenti delle imprese di servizi di pubblica utilità.

«La vostra è pur sempre la terza economia più importante dell’Eurozona e il Paese è anche ben posizionato dal punto di vista culturale per coprire più da vicino le altre aree dell’Europa dove intendiamo espanderci», ha spiegato a Il Sole 24 Ore Joan Payden, amministratore delegato e fondatrice di Payden & Rygel oggi a Milano per la firma del contratto con Pegaso. In Italia, dove è guidato dall’ex Morgan Stanley Nicolò Piotti, il gruppo statunitense gestisce in termini di asset uno dei 27 miliardi di euro complessivi europei (a livello globale sono invece oltre 120 miliardi di dollari), con 5 differenti mandati per enti sovranazionali basati a Roma.

«I nostri clienti - ha osservato Payden - ci apprezzano perché non vendiamo loro semplicemente prodotti, ma preferiamo fornire soluzioni su misura e perché diamo loro l’impressione di essere sempre presenti quando emergono eventuali problemi». Con un approccio «tradizionale» long-only concentrato soprattutto sull’obbligazionario e attento alle tematiche sempre più attuali legate agli aspetti sociali, ambientali e di governance (Esg), Payden & Rygel è in gara per la gestione degli asset di altri fondi pensione italiani. «Stiamo inoltre trattando con alcune banche per gestire le attività legate a fondi di fondi, alle gestioni patrimoniali in fondi e alle unit-linked e per venire in generale coinvolti nel subappalto all’esterno di asset come è avvenuto con il gruppo Lombard Odier», ha aggiunto Piotti.

Fondata nel 1983 a Los Angeles, Payden & Rygel fa della propria indipendenza (forte del fatto che l’azionariato è composto al 100% da dipendenti) motivo di vanto e ragione del successo, assieme a un approccio che si fonda più su una strategia che guarda ai fondamentali e di tipo bottom-up, basata cioè dall’attenta analisi delle società in cui si investe, rispetto a un approccio di tipo quantitativo. Sotto l’aspetto delle opportunità di investimento, Payden valuta interessante, nonostante la forza del dollaro e la politica restrittiva della Federal Reserve, il debito dei Paesi emergenti, dove la società concentra una fetta del portafoglio di poco inferiore al 10 per cento.

La money manager appare inoltre moderatamente ottimista sul futuro dei mercati, sia quando si guarda agli Stati Uniti, sia quando si guarda all’Europa. Sottolinea però i problemi che si potrebbero creare con la graduale riduzione della liquidità presente sui mercati (proprio nel giorno in cui la Fed ha di nuovo rialzato i tassi di interesse e alla vigilia di una riunione cruciale per il destino del quantitative easing targato Bce) mentre preferisce sorvolare sulla situazione attuale italiana. «Negli ultimi tempi - sostiene - i mercati finanziari sembrano essere isolati dalla politica, appaiono quasi ciechi: non so se questo sia un bene o male, ma è di sicuro sorprendente».

© Riproduzione riservata