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Sempre meno figli in Italia, nuovo minimo storico

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Sempre meno figli in Italia, nuovo minimo storico

Non si arresta la discesa del numero dei nati, fenomeno iniziato nel 2008. Già a partire dal 2015 si scende sotto il mezzo milione e nel 2017 si registra un nuovo record: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 458.151 bambini, minimo storico dall'Unità d'Italia. Secondo quanto riferisce l'Istat, la diminuzione delle nascite è di oltre 15mila rispetto al 2016 (-3,2%) e quasi di 120mila negli ultimi nove anni. Il calo si registra in tutte le ripartizioni ma è più accentuato al Centro (-5,3% rispetto all'anno precedente).

MOVIMENTO MIGRATORIO CON L'ESTERO PER CITTADINANZA
Dati in migliaia
Fonte: Istat

Continua ancora il calo della popolazione
E nel 2017 prosegue la diminuzione della popolazione residente già riscontrata nei due anni precedenti. Al 31 dicembre risiedono in Italia 60.483.973 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera, pari all'8,5% dei residenti a livello nazionale (10,7% al Centro-nord, 4,2% nel Mezzogiorno). Complessivamente nel 2017 la popolazione diminuisce di 105.472 unità rispetto all'anno precedente. Il calo complessivo è determinato dalla flessione della popolazione di cittadinanza italiana (202.884 residenti in meno), mentre la popolazione straniera aumenta di 97.412 unità. Il movimento naturale della popolazione ha registrato un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 200 mila unità. Il saldo naturale è positivo per i cittadini stranieri (quasi 61 mila unità), mentre per i residenti italiani il deficit è molto ampio e pari a 251.537 unità. I decessi, prosegue la nota dell'Istituto, sono stati quasi 650mila, circa 34mila in più rispetto al 2016, proseguendo il generale trend di crescita rilevato negli anni precedenti dovuto all'invecchiamento della popolazione.

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In Italia risiedono persone di circa 200 nazionalità
Il movimento migratorio con l'estero fa registrare un saldo positivo di circa 188mila unità, in lieve aumento rispetto all'anno precedente. Nel 2018 aumentano le iscrizioni dall'estero: poco più di 343 mila (erano 300.823 nel 2016), di cui l'88% riferite a stranieri. Le cancellazioni per l'estero sono stabili, intorno alle 114mila unità per gli italiani, di nascita e naturalizzati, mentre sono più di 40mila per gli stranieri, in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti. Le acquisizioni di cittadinanza registrano una battuta d'arresto rispetto al trend crescente degli anni precedenti: nel 2017 i nuovi italiani superano i 146 mila.
In Italia risiedono persone di circa 200 nazionalità: nella metà dei casi si tratta di cittadini europei (oltre 2,6 milioni). La cittadinanza più rappresentata è quella rumena (23,1%) seguita da quella albanese (8,6%). Si conferma la maggiore attrattività delle regioni del Nord e del Centro, verso le quali si indirizzano i flussi migratori provenienti sia dall'estero sia dall'interno.

ANDAMENTO NATURALE DELLA POPOLAZIONE
Dati in migliaia
Fonte: Istat

Industria e servizi, Milano e Roma prime
Milano e Roma sono le prime due città italiane per contributo al valore aggiunto nazionale dell'industria e dei servizi non finanziari. Il dato emerge dai dati diffusi dall'Istat sulle principali variabili di conto economico delle imprese dell'industria e dei servizi a livello territoriale. nel dettaglio milano è la prima città con oltre 52 miliardi di euro (7,3% del totale), seguita da Roma con 51,8 miliardi (7,2%). A una certa distanza si collocano Torino, Genova e Napoli, (rispettivamente 2,1%, 1,5% e 1,3% del valore aggiunto italiano). Milano è anche al primo posto nella graduatoria della produttività apparente del lavoro: il valore medio supera di una volta e mezzo la media italiana. Seguono Bolzano (68,9 mila euro), Siena e Brindisi, unico comune del Mezzogiorno ai primi posti (58,2 mila euro per addetto). Roma è quinta in graduatoria (57,1 mila euro per addetto).

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