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L’AGENDA DEI PROSSIMI MESI

Asilo Ue, dazi, Nato e Brexit: le sfide internazionali che attendono l’Italia

Da sinistra a destra, il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi: saranno chiamati a prendere decisioni su questioni di politica estera strategiche
Da sinistra a destra, il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi: saranno chiamati a prendere decisioni su questioni di politica estera strategiche

I migranti con le regole di asilo Ue, la riforma della zona euro, ma anche le sanzioni alla Russia e a Teheran dopo il passo indietro degli Usa sull’accordo sul nucleare iraniano. E poi, ancora, il rifinanziamento delle missioni all’estero, Brexit, i dazi americani sulle produzioni europee di acciaio e alluminio, la sicurezza del Mediterraneo. È particolarmente nutrito il menù delle questioni di politica estera e sicurezza che saranno sul tavolo del governo M5s-Lega nei prossimi mesi.

Si comincia con uno dei temi più complessi e spinosi, ma anche più strategici per l’interesse del Paese: le nuove regole sull’accoglienza Ue, ovvero la modifica del regolamento di Dublino: sarà una delle questioni sul tavolo del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Dopo aver stoppato, anche con la collaborazione dei paesi del blocco Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) la proposta avanzata dalla presidenza bulgara, a Bruxelles l’Italia premerà per trovare una soluzione che vada a ridurre le responsabilità dei paesi di primo sbarco nella gestione delle richieste. Roma chiederà ai partner europei un maggiore impegno per condividere la gestione dei flussi migratori. Sul tavolo del vertice europeo ci saranno altre questioni, tutte di grande peso: il nuovo bilancio Ue per il periodo 2021-2017, con l’Italia che tenterà di fare in modo che i nuovi criteri per l’assegnazione dei fondi di coesione non la penalizzino troppo.

Anche se è probabile che qualcosa di più definito arrivi l’anno prossimo, in corrispondenza delle elezioni europee di maggio, al Consiglio europeo si parlerà anche di riforma della zona euro. Tra le proposte, il completamento dell’unione bancaria, sulla base di una garanzia unica dei depositi, da associare a una vigilanza unica e a una risoluzione unica delle banche in crisi. Temi di importanza strategica per l’Italia, soprattutto se inseriti in un contesto che vede la conclusione del quantitative easing e la scadenza di Mario Draghi alla presidenza della Bce.

Tra i temi sul tavolo del Consiglio europeo di fine mese anche quello delle sanzioni comminate dall’Ue alla Russia all’indomani della crisi in Ucraina. Il governo giallo verde è a favore della revoca di queste misure restrittive, a causa delle quali la Russia ha ridotto l’import di prodotti italiani dell’1,1% nel primo trimestre dell’anno. Considerato che la decisione sarà presa all’unanimità, un eventuale no dell’Italia potrebbe far saltare parte del pacchetto (alcune sanzioni vanno rinnovate entro il 31 luglio), ma al contempo rischierebbe di isolare il paese.

Il nodo delle sanzioni alla Federazione Russa sarà anche sul tavolo del vertice Nato a Bruxelles, l’11 e il 12 luglio. La questione sarà in buona compagnia: il presidente Usa Donald Trump premerà sui rappresentanti degli stati che fanno parte dell’Alleanza Atlantica affinché rispettino il target delle spese militari al 2% del Pil. Tra i partner che non sono in linea con questo parametro, c’è anche l’Italia. La Nato ha un budget di mille miliardi di dollari all’anno, il 75% dei quali arrivano dagli Usa.

Sempre in tema di sanzioni, nell’ambito dei temi di politica estera vanno considerate anche quelle all’Iran, dopo la decisione unilaterale degli Usa di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano. La decisione Usa ha determinato uno strappo con l’Unione europea, favorevole al mantenimento dell’intesa. L’Italia ha importanti interessi commerciali con Teheran, primo partner in Europa.

Sul piano della sicurezza, il 30 settembre scadranno alcune missioni internazionali, quelle che a gennaio il parlamento ha prorogato per nove mesi. Stando alle dichiarazioni che esponenti delle forze di governo hanno fatto nell’ultimo periodo, potrebbero essere a rischio quelle in Afghanistan, in Libano e in Niger.

Se è vero che Londra uscirà dall’Unione europea a marzo dell’anno prossimo, è anche vero che il negoziato tra le parti dovrà trovare un compromesso entro il Consiglio europeo che dovrebbe tenersi a metà ottobre. Una piattaforma che sarà poi la base del confronto tra il parlamento europeo e quello britannico.

A fine novembre, la riunione del G20 a Buenos Aires. Dopo il braccio di ferro al G7 canadese, che ha messo in evidenza la distanza tra le parti, è possibile che in quell’occasione si delinei uno scontro commerciale tra Usa e Cina e tra Stati Uniti e Unione europea. Il 31 maggio gli Usa hanno annunciato dazi sulle produzioni europee (e italiane) di acciaio e alluminio.

A dicembre, il 6 e il 7, Milano ospiterà il Consiglio ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), organizzazione di cui quest’anno l’Italia detiene la presidenza. Anche in questa occasione la discussione verterà sui rapporti tra Occidente e Russia. Per l’Italia sarà anche l’occasione per estendere la discussione al tema della sicurezza nel Mediterraneo, soprattutto in funzione anti terrorismo di matrice jihadista .

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