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Digital News Report: Il Sole 24 Ore al secondo posto per «fiducia nel brand»

(Adobe Stock)
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Il mondo del giornalismo, e soprattutto quello “in tempo reale” -online e media televisivi e radiofonici- sta cambiando profondamente. Dopo che per qualche anno l’informazione veicolata via Internet veniva considerata, in particolare nel nostro Paese, come secondaria e di supporto rispetto a quella a mezzo stampa, ora la tendenza è cambiata. Gli attori in gioco sono molteplici: testate giornalistiche anche cartacee, agenzie di stampa, televisioni e radio e media solo online, mentre il delivery dell’informazione verso il lettore avviene ormai attraverso diverse forme, in parte in competizione fra di loro. Siti tradizionali, app per dispositivi mobili, collettori di informazioni come Google News, social media.

Il Digital News Report 2018, realizzato da Reuters Institute for the Study of Journalism in collaborazione con l’Università di Oxford, fotografa quali sono i trend di questo settore. Nell’analisi che riguarda l’Italia, presa in esame insieme ad altri 36 Paesi tra Europa, Americhe e Asia/Oceania, si individuano diverse tendenze; una delle principali è l’importanza di un brand autorevole, che riesca a sollevarsi dall’oceano delle notizie poco differenziate, e dove addirittura, a volte, sono presenti ondate infide di fake news, particolarmente diffuse grazie ai social network e all’informazione non prodotta da professionisti dei media.

FIDUCIA NEL BRAND
Punteggio da 0 a 10 (Fonte: Digital News Report)

Proprio se si va a guardare la fiducia nel brand, Il Sole 24 Ore spicca al secondo posto (si veda il grafico sopra), subito dietro l’agenzia Ansa. E, se si considera solo i quotidiani pubblicati anche in forma cartacea, è primo, seguito a distanza dal Corriere della Sera, sesto in classifica. Il giornale che state leggendo è ben posizionato (11mo), primo tra i quotidiani e i siti non generalisti, anche nella classifica che mostra l’utilizzo settimanale dei vari siti di informazione (si veda grafico sotto). Mettendo insieme i due risultati, è chiaro che il Digital News Report premia la qualità che il nostro giornale si sforza di ottenere quotidianamente.

UTILIZZO SETTIMANALE DEI SITI DI INFORMAZIONE
Dati in percentuale (Fonte: Digital News Report 2018)

Qualità che -sottolinea ancora la ricerca Reuters Institute for the Study of Journalism-Oxford University- nel nostro Paese risulta particolarmente difficile da ottenere. Nel preambolo che riguarda l’Italia, il tema della forte diffusione delle fake news, e della sua influenza sul sentiment degli italiani, viene sottolineato: «Sentimenti anti-establishment e anti-immigrazioni sono stati alimentati anche dalla diffusione della disinformazione. Notizie false sono state usate, per esempio, per distorcere il coinvolgimento degli immigrati in crimini e nell’accusare i politici italiani di nepotismo».

Nello studio vengono sottolineate anche altre tendenze dell’informazione nel nostro Paese, come l’atipicità della presenza di un’agenzia di stampa (l’Ansa) tra i siti di informazione più visitati, al terzo posto, o il buon successo dei brand di informazione particolarmente focalizzati sulle notizie locali. Certo, la quadratura del cerchio -ottenere sufficienti profitti dall’informazione veicolata in Rete- è ancora lontana. Ma siamo convinti che l’autorevolezza e il suo riconoscimento da parte dei propri lettori sia una condizione indispensabile anche per avere i conti in ordine.

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