Italia

A 78 anni dall’invasione russa la Nato dà la priorità ai…

  • Abbonati
  • Accedi
IL VERTICE DI LUGLIO

A 78 anni dall’invasione russa la Nato dà la priorità ai Baltici (ma l’Italia potrebbe fare un passo indietro)

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. A luglio il vertice dell’Alleanza su budget e priorità a Est (foto Afp)
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. A luglio il vertice dell’Alleanza su budget e priorità a Est (foto Afp)

La storia ha il vizio di intrecciarsi con l’attualità. Esattamente 78 anni fa, il 17 giugno del 1940, con l’invasione della Lettonia l’Urss dava inizio all’occupazione degli Stati baltici. Tra 24 giorni, l’11 e il 12 luglio, la Nato ospiterà nel nuovo quartier generale di Bruxelles un vertice al quale parteciperanno i capi di Stato e di governo dell’Alleanza Atlantica. Tra questi, anche il presidente Usa Donald Trump, che coglierà l’occasione per ricordare agli alleati che gli Stati Uniti si fanno carico della gran parte delle spese. Presenterà così il conto, ribadendo la richiesta di aumentare il loro contributo almeno al 2% del Pil. Difficile che ci sarà uno strappo: ad oggi la Nato è ancora il pilastro dell’influenza Usa in Europa.

Al di là del nodo risorse, sul tavolo sarà posta un’altra questione, che riguarda l’impiego delle stesse ma anche la definizione delle priorità strategiche. Le tre piccole repubbliche baltiche (Estonia, Lituania, Lettonia) ma anche la Polonia chiederanno ai partner che venga confermato lo spostamento verso Est del baricentro strategico della Nato. Dalla guerra in Ucraina e dall’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la regione è diventata il luogo in cui si sviluppa il confronto e il braccio di ferro tra l’Occidente da una parte e Mosca dall’altra. Le popolazioni baltiche temono sempre più che la storia si possa ripetere, e che l’esercito russo possa tornare a calpestare il loro territorio. Proprio come accadde 78 anni fa. Dalla crisi in Ucraina in poi hanno chiesto all’Alleanza atlantica di schierare mezzi pesanti e di militari sul loro territorio. Nel solo giugno dell’anno scorso l’area baltica è stato teatro di tre esercitazioni della Nato. Ogni anno in un’area di appena 400 chilometri scarsi vengono impiegate decine di migliaia di soldati in esercitazioni. Militari che circondano l’avamposto russo: Kaliningrad, la vecchia capitale prussiana Königsberg (nonché città natale del filosofo Immanuel Kant).

La partita sui Baltici interessa anche l’Italia. Tra le missioni che il nuovo esecutivo M5s-Lega potrebbe non confermare c’è anche quella che si sviluppa sotto l’ombrello della Nato in Lettonia: iniziata nel giugno del 2017, vede impegnati circa 160 militari italiani. Allo stato attuale sembrerebbe una di quelle che rischiano lo stop, assieme ad alcune più costose, come Afghanistan e in Iraq, e a quella in Niger, dove si è determinata una situazione di impasse. A sfavore della missione nei Baltici la vicinanza del nuovo esecutivo alla Federazione russa, a partire dalla messa in discussione delle sanzioni comminate all’indomani della crisi in Ucraina. Sulla decisione finale peserà la posizione degli Usa. Come è accaduto spesso nella storia dell’Italia repubblicana.

© Riproduzione riservata