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«Contraddizioni» su Lanzalone, Raggi riascoltata dagli inquirenti

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l’inchiesta sullo stadio della roma

«Contraddizioni» su Lanzalone, Raggi riascoltata dagli inquirenti

Troppe «contraddizioni»: la sindaca di Roma Virginia Raggi torna in Procura per rendere informazioni nell’inchiesta sul Nuovo Stadio della Roma. Al centro del secondo verbale, nell’arco di tre giorni, i rapporti con Luca Lanzalone, il superconsulente del Campidoglio in arresto per essere stato corrotto dall’imprenditore Luca Parnasi, aggiudicatario dei lavori per il nuovo impianto sportivo dell’As Roma.

L’obiettivo del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Barbara Zuin è di dimostrare che Lanzalone non era un semplice «consulente esterno» del Campidoglio: era equiparabile a un pubblico ufficiale con delega specifica a trattare con tutti i soggetti che a vario titolo avevano un interesse nel Nuovo Stadio della Roma. In questo senso è andata anche l’audizione del direttore generale dell’As Roma Mauro Baldissoni, che pure ha confermato come Lanzalone fosse l’interlocutore privilegiato dell’Amministrazione capitolina.

Per questo - è la ricostruzione degli inquirenti - Parnasi lo aveva corrotto, così da avere un soggetto all’interno del Campidoglio che potesse fare i suoi interessi. Aspetti che confermerebbero quanto appuntato negli atti dagli investigatori: «Nel corso delle intercettazioni è emerso che l’avvocato Luca Lanzalone esercita de facto la sua funzione per il Comune di Roma, interfacciandosi con gli enti pubblici interessati al progetto ovvero con la società proponente Eurnova srl (di Luca Parnasi, ndr) e con la dirigenza dell’As Roma».

Una intercettazione del 9 agosto 2017 tra Baldissoni e Parnasi «cristallizza» l’ipotesi di un Lanzalone come una sorta di dirigente del Comune: «Lanzalone non è il sindaco e non è un politico, ma ripeto, lì mi sembra che alla fine sia quello che indirizza le soluzioni pratiche». L’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, ha poi chiarito ai pubblici ministeri che, nei fatti, era Lanzalone «il vero assessore». Parallelamente, l’interrogatorio ha anche riguardato l’aspetto legato al rapporto di lavoro «mai formalizzato» tra il Campidoglio e lo stesso avvocato Lanzalone.

Resta da capire chi lo abbia portato nell’Amministrazione capitolina. Venerdì la Raggi ha spiegato che il nome dell’avvocato le fu fatto dagli attuali ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro quando all’inizio del 2017 si occupavano di enti locali. «Dopo l’arresto di Raffaele Marra (ex superburocrate del Comune e stretto collaboratore della Raggi, arrestato per essere stato corrotto dall’imprenditore Sergio Scarpellini, ndr) ci fu uno scossone in Campidoglio, questa è una cosa nota - ha dichiarato il sindaco - e quando chiesi un approfondimento sul concordato preventivo per alcune partecipate del Comune, Fraccaro e Bonafede mi presentarono l’avvocato Lanzalone. Lui ci ha aiutato tantissimo a capire come stavano le cose sulla cubatura». Adesso non resta che attendere il deposito di nuovi atti investigativi, che potrebbero riservare delle interessanti sorprese per il presunto coinvolgimento di nuovi esponenti politici.

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