Italia

Legittima difesa, il nuovo fronte della Lega al governo

  • Abbonati
  • Accedi
proposta di legge di nicola molteni

Legittima difesa, il nuovo fronte della Lega al governo

È sul terreno della legittima difesa che la Lega di Matteo Salvini spinge dopo il fronte aperto dei migranti e quello successivo del censimento dei rom.

È stato già depositata dal sottosegretario all'Interno Nicola Molteni agli atti del sindacato ispettivo una proposta di legge di cui è primo firmatario. Come anticipato dall'Huffington Post il Carroccio riproporrà i contenuti del testo che proprio Molteni presentò come prima firma alla fine di marzo, appena insediate le Camere.

L’elmento centrale è la “licenza” di sparare a chiunque si introduca in un'abitazione privata, annullando la valutazione oggi prevista per legge di proporzionalità fra offesa e difesa. Naturalmente soltanto nel caso in cui si sia in possesso del porto d'armi. «Non vogliamo che i cittadini dormano con una pistola sul comodino», ha commentato Nicola Molteni, «sul comodino ci stanno bene i libri. E non ci sarà nessun Far West, il Far West ce l'abbiamo già».

Nell'articolo 1 della proposta sta il cuore della svolta che si intende stabilire. «Si considera che abbia agito per legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'ingresso o l'intrusione mediante effrazione o contro la volontà del proprietario o di chi ha la legittima disponibilità dell'immobile, con violenza o minaccia di uso di armi di una o più persone, con violazione di domicilio». Allo stesso tempo in quel disegno di legge veniva prefigurato un inasprimento della pene sui furti domestici. «In particolare, si prevedono la reclusione da un minimo di cinque anni a un massimo di otto anni e la multa da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 20.000 euro. Conseguentemente per l'ipotesi aggravata di cui al comma 3 del medesimo articolo si prevedono un minimo edittale di sei anni di reclusione, mentre il massimo resta quello attualmente previsto, pari a dieci anni, e la multa da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 30.000 euro».

Un ulteriore innovazione che si vorrebbe introdurre rispetto alla disciplina attuale riguarda i processi, dal momento non potranno più accedere al rito abbreviato gli imputati rinviati a giudizio per un reato per il quale la legge prevede l'ergastolo. Infine si punta a rinforzare il fondo per le vittime dei reati violenti.

© Riproduzione riservata