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Migranti, in mille alla deriva: interviene la Libia. Oggi Salvini a…

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i soccorsi nelle acque libiche

Migranti, in mille alla deriva: interviene la Libia. Oggi Salvini a Tripoli

È stato formalmente assunto dalla Guardia costiera libica il coordinamento dei soccorsi in favore di sei barconi con un migliaio di migranti a bordo che si trovano in acque Sar (zona di ricerca e soccorso) della Libia. È quanto si apprende da fonti della Guardia costiera italiana, che per prima ha raccolto le segnalazioni di emergenza. Il salvataggio si è verificato proprio il giorno del vertice informale Ue con al centro proprio il nodo migranti. Subito si è fatta avanti la sindaca di Barcellona Ada Colao, lanciando un appello al governo di Pedro Sanchez per aiutare l’ong spagnola Proactiva Open Arms, che si trova in zona, «a salvare vite», offrendo il porto della città.

Mailbombing contro la Guardia costiera
Intanto una azione di mailbombing ha mandato in tilt la casella postale del sito della Guardia costiera italiana. L’azione, partita intorno alle 11 e andata avanti fino alle 13, è stata promossa da alcuni collettivi, destinata alla Guardia costiera italiana con l’hastag #APRITEIPORTI #SAVEISNOTACRIME. La protesta web ha fatto saltare il server della casella della posta elettronica della Guardia costiera. L'obiettivo dell’iniziativa (l’invio di centinaia di mail con l’oggetto «Richiesta di immediato ripristino delle operazioni di soccorso in mare nei riguardi delle navi Ong») puntava a chiedere l’immediato ripristino delle operazioni di soccorso da parte della Guardia Costiera, contro la nota, pubblicata ieri, con cui l’organizzazione stessa invitava le navi delle Ong a «rivolgersi a Tripoli per richiedere soccorso».

L’allerta alle navi in zona
Come previsto dalle convenzioni internazionali, il Centro di coordinamento del soccorso marittimo (Imrcc) della Guardia costiera di Roma, una volta ricevuta la segnalazione, ha allertato tutte le navi in transito in quella zona, con un messaggio circolare, di carattere tecnico operativo, e contemporaneamente ha avvisato la guardia costiera libica della situazione di emergenza in corso nella zona Sar libica, informandola dell’avviso inoltrato a tutte le navi. La Guardia costiera libica ha quindi risposto positivamente, assumendo così il coordinamento dei soccorsi.

Ong: «Ci hanno detto di non intervenire»
«Circa 1.000 persone alla deriva. MRCC (la Guardia costiera - ndr) Roma lancia un avviso a tutte le imbarcazioni della zona e quando chiediamo istruzioni, ci rispondono: “Non siete necessari”. Se non vogliono barche che vadano in soccorso, cosa vogliono?», ha scritto su Twitter la Ong spagnola Proativa Open Arma, la cui nave si trova a 65 miglia da dove è segnalata l'emergenza. Fonti della Guardia costiera, pur senza replicare alle affermazioni della Ong, sottolineano che a tutte le navi in transito è stata data la stessa indicazione e cioè, come previsto dalle convenzioni internazionali, di rivolgersi alla Guardia costiera libica poiché le imbarcazioni in difficoltà si trovano in acque di ricerca e soccorso della Libia. Le autorità di Tripoli, poi, hanno effettivamente assunto il coordinamento.

Barcellona si offre come porto sicuro
«In questo momento più di 1000 persone sono alla deriva su 7 barche, e l’Italia pretende di lasciarli nella mani della Libia, dove si torturano, violentano e schiavizzano le persone. Barcellona si offre come porto sicuro», ha scritto su Twitter la sindaca di Barcellona Ada Colao, lanciando un appello al governo di Pedro Sanchez ad aiutare l'ong spagnola Proactiva Open Arms, che si trova in zona, “a salvare vite”. La Guardia costiera di «Roma passa tutti i casi in acque internazionali alla “guardia costiera libica”. Assisteremo – ha accusato la la ong spagnola Proactiva Open Arma – al più grande respingimento della storia del Mediterraneo, eseguito con la forza e contro la volontà delle persone. Troveranno presto altre vie di fuga via terra».

Salvini: «I libici accusano le Ong»
Il ministro dell’Intero Matteo Salvini intanto attacca: «La Guardia Costiera Libica denuncia pubblicamente il lavoro sporco delle Ong», ha scritto in un tweet, commentando le parole del portavoce della Guardia costiera Ayub Qassim. Quest’ultimo ha ribadito le sue accuse alle Ong: «Non ci rispettano, sono un ostacolo per noi, non fanno salvataggio, fanno trasporto, assicurano ai trafficanti le ultime miglia del loro trasporto marittimo». In un successivo tweet, il leader della Lega ha scritto: «Questi “volontari” mi danno dello “stronzo di merda” perché stiamo bloccando i trafficanti di esseri umani... Fortuna che loro sono i buoni e noi i cattivi». Nel tweet la foto del messaggio che lo riguarda e del “mi piace” di Proactiva Open Arms. Salvini oggi, lunedì, è partito proprio per la Libia. L’annuncio su twitter: «Missione #Libia, si parte!». Ad accompagnare il post ci sono anche le foto del leader della Lega mentre arriva in aeroporto e poi a bordo di un aereo militare.

L’appello degli intellettuali
Intanto, una petizione al Comando generale delle Capitanerie di Porto e «alle loro coscienze» per chiedere l'immediato ripristino delle operazioni di soccorso in mare nei riguardi delle Ong, è stata firmata, tra gli altri, dall'ex presidente della Camera Laura Boldrini e dall'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. L’appello è stato inviato oggi via e-mail da moltissime persone che hanno aderito all'invito lanciato attraverso i social.

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