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Contesa tra i sottosegretari M5S-Lega sulla delega per l’energia allo…

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IL MINISTERO DI DI MAIO

Contesa tra i sottosegretari M5S-Lega sulla delega per l’energia allo Sviluppo

Allo Sviluppo economico, uno dei due ministeri affidati a Luigi Di Maio, c’è grande fermento. Si prepara il primo decreto legge con norme sulle delocalizzazioni, si studia una stretta contro le false coop, si corre per trovare una soluzione al caso Ilva e si inizia a pensare ad Alitalia e magari a Telecom. Ogni giorno, si può dire, viene aperto un nuovo dossier. Eppure i quattro sottosegretari, nominati due settimane fa, sono ancora in attesa di delega. Alcuni esponenti della maggioranza parlano di un negoziato non ancora concluso e più complicato del previsto, soprattutto per la poltrona più ambita: quella di “titolare” dell’Energia. Una materia strategica, cuore del ministero dello Sviluppo economico, rivendicata per sé, a quanto pare, sia dai grillini sia dalla Lega. Con un occhio, probabilmente, anche alle nomine di settore.

Quattro ingegneri per quattro ruoli
Sono della squadra M5S il senatore Andrea Cioffi e il deputato Davide Crippa. Con loro, completano il poker di sottosegretari Dario Galli (deputato della Lega) e Michele Geraci, economista, esperto di Cina, inizialmente indicato da Matteo Salvini come potenziale premier. Ironia della sorte sono quattro ingegneri, tutti “candidabili” per profilo di studi agli uffici dell’Energia.

Geraci in realtà, visti gli incarichi accademici svolti all’estero, anche in Cina, avrebbe il physique du rôle per occuparsi di Commercio estero. Energia a parte, resterebbero poi industria, tavoli di crisi e incentivi; Pmi, liberalizzazioni, proprietà intellettuale, cooperative... si vedrà come accorpate dai decreti di delega. Pochi dubbi invece sulle telecomunicazioni, che Di Maio ha detto di voler tenere per sé e che potrebbero inglobare anche il tema dell’Agenda digitale.

Il nodo delle nomine
In settimana, già oggi secondo alcuni, si potrebbe firmare un compromesso. Non un’impresa semplice, visto quanto c’è in palio. Alle materie energetiche il programma grillino ha sempre riservato ampio spazio, puntando su target più ambiziosi per le rinnovabili, su una svolta «green» improntata all’economia circolare e su iniziative coraggiose sulla mobilità elettrica. Proprio uno dei quattro nuovi sottosegretari, Davide Crippa, nella passata legislatura è stato tra i deputati più attivi su queste tematiche. I grillini hanno ottenuto per la commissione Industria del Senato la presidenza di un altro parlamentare fortemente affascinato dalla transizione energetica, Gianni Girotto, e sognano politiche in continuità con il ministero dell’Ambiente, anch’esso a guida M5S.

D’altronde la Lega vorrebbe fortemente gestire in prima persona temi come le poltiche per le rinnovabili e i costi della bolletta energetica che pesano sulla competitività delle Pmi industriali del Nord. Tutto qui? Difficile dirlo. C’è il rapporto con le grandi imprese di Stato, Eni ed Enel, e c’è il fascino nascosto delle nomine: ci sono in scadenza i vertici di Gse (Gestore dei servizi energetici) e vanno nominati i cinque componenti dell’Authority per l’energia, a partire ovviamente dal presidente, senza contare alcune controllate di Eni ed Enel. Le poltrone da assegnare: anche questo può incidere sugli equilibri interni della maggioranza e quindi sulla distribuzione finale delle deleghe.

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