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Musei, il Consiglio di Stato dà il via libera ai direttori stranieri

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la sentenza

Musei, il Consiglio di Stato dà il via libera ai direttori stranieri

Il Consiglio di Stato ha dato il via libera ai direttori stranieri nei musei italiani (nella foto il tempio di Nettuno a Paestum)
Il Consiglio di Stato ha dato il via libera ai direttori stranieri nei musei italiani (nella foto il tempio di Nettuno a Paestum)

Disco verde del Consiglio di Stato direttori stranieri nei musei. L’Adunanza plenaria del massimo tribunale di diritto amministrativo ha accolto infatti il ricorso in appello del ministero dei Beni culturali e «per l’effetto», in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto integralmente il ricorso proposto da Giovanna Paolozzi Maiorca Strozzi, sovrintendente di Parma. Maiorca Strozzi aveva fatto ricorso contro la nomina di Peter Assmann a direttore del Palazzo Ducale e di Martina Bagnoli a Direttore della Galleria Estense di Modena. Il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso.

A maggio dell’anno scorso il Tribunale amministrativo sembrava aver inflitto un duro colpo alla riforma del Mibact introdotta dall’allora inquilino del Collegio Romano Dario Franceschini con due diverse sentenze secondo le quali non c’erano le condizioni per aprire le selezioni a candidati internazionali. Secondo i giudici della sezione seconda-quater del Tar, infatti, le procedure di selezione erano viziate in più punti, come veniva evidenziato nella disamina dei due ricorsi, uno presentato da una candidata alla direzione di Palazzo Ducale e della Galleria Estense di Modena e l’altro di un candidato al ruolo di direttore di Paestum e dei musei archeologici di Taranto, Napoli e Reggio Calabria. Si poteva, infatti, correre per più posizioni.

Il principio affermato dal Consiglio di Stato
Con la sentenza n. 9/2018, depositata oggi, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha dunque definitivamente deciso la questione della nomina di un cittadino non italiano, ma di Stato appartenente all’Unione europea, a direttore di un museo italiano. «Il Tar del Lazio - si legge in un comunicato del Segretariato generale della Giustizia amministrativa - aveva inizialmente accolto il ricorso proposto da una dirigente di nazionalità italiana del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e aveva annullato gli atti di nomina, osservando che la normativa vigente non consente di attribuire a cittadini stranieri alcun incarico di livello dirigenziale. A seguito di una rimessione da parte della Sesta Sezione del Consiglio di Stato, la questione è stata definitivamente risolta dall’Adunanza Plenaria, che, con la sentenza depositata oggi, riforma quella di primo grado».

Il rimando al Trattato di Roma
La sentenza in particolare stabilisce che «la normativa Ue (articolo 45 del Trattato di Roma) non consente di escludere un cittadino dell’Unione europea da una selezione pubblica, a meno
che non si tratti di una posizione caratterizzata dall’esercizio esclusivo o prevalente di poteri autoritativi (per esempio magistrati, militari, forze di polizia)». Nella sentenza si afferma anche che «il Dpcm n. 174 del 1994 (il quale vieta in effetti di attribuire ai cittadini Ue qualunque posto dirigenziale, anche se di contenuto meramente gestionale) risulta in contrasto con il diritto dell’Unione europea e non può quindi essere applicato dal Giudice nazionale». La scelta di un cittadino UE «non incide ovviamente - si legge nel comunicato - sul complesso delle norme vigenti poste a tutela del patrimonio storico-artistico».

La soddisfazione di Franceschini
L’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha immediatamente commentato la decisione del Consiglio di Stato su Twitter. «Dopo anni di ricorsi e sentenze si chiude definitivamente la vicenda dei direttori stranieri nei musei con il via libera di oggi del Consiglio di Stato. Grazie a tutti i direttori italiani e stranieri che ora potranno continuare il loro lavoro straordinario».

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