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Da Mattarella sostegno alla posizione italiana Timore sugli esiti

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Quirinale

Da Mattarella sostegno alla posizione italiana Timore sugli esiti

(Ansa)
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Nessun accenno a un possibile veto o a un braccio di ferro al tavolo europeo di oggi. Al pranzo al Quirinale, il primo tra ministri del nuovo Governo e Sergio Mattarella, il racconto di quello che sarà il vertice non è stato messo in termini drammatici. Piuttosto c’era un clima di attesa - se non di fiducia - senza nascondere le difficoltà. E la preoccupazione per gli esiti negativi per l’Italia. Una preoccupazione condivisa con il capo dello Stato che ha fondati timori per un finale - ancora una volta - deludente o inconcludente. Per la verità l’unico accenno a un possibile “no” italiano è stata sulla questione del rifinanziamento alla Turchia se all’Italia verranno negati i 500 milioni per l’Africa che erano già previsti. Ma per il resto non c’è stata nessuna drammatizzazione da parte del premier Conte e del ministro Moavero. Si cerca la sponda della Germania sulla questione immigrati puntando però ad aver in cambio ascolto e trattativa al tavolo economico. In particolare, ieri si registrava con un certo sollievo come fossero uscite dal tavolo questioni spinose e scomode per noi come quella degli Npl, o di un accenno alla possibilità di ristrutturazione del debito che però era già stata tagliata fuori.

Era la prima volta di un faccia a faccia tra Mattarella e i nuovi ministri: presenti oltre al premier e al ministro degli Esteri anche Tria, Salvini, Di Maio, Savona, Trenta e il sottosegretario Giorgetti. Il piatto forte della colazione di ieri è stata la questione dei migranti in cui è stato ripetuta la posizione complessiva dell’Italia sui 10 punti di Conte che ha trovato sostegno da parte del capo dello Stato da sempre convinto che bisogna distinguere tra salvataggi e ripartizione dei migranti.

Giusta insomma per Mattarella l’impostazione globale che è stata divisa per principi: intensificare accordi e rapporti tra Ue e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti; creare centri di protezione internazionale nei Paesi di transito per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti; rafforzare le frontiere esterne; superare Dublino e il criterio Paese di primo arrivo perchè chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Anche sui naufraghi deve scattare responsabilità comune tra Stati membri ed è necessario creare centri di accoglienza in più paesi europei. Infine il contrasto a movimenti secondari e la fissazione di quote dei migranti economici con sanzioni finanziarie per gli Stati che non le rispettano.

Dunque tutto si è concentrato sul Consiglio Ue di oggi e domani e Mattarella ha ascoltato con favore l’attitudine a non creare isolamento, ma piuttosto a dialogare con tutti superando contrapposizioni che possono solo danneggiare l’Italia. L’unico fuori programma rispetto all’immigrazione è stato il discorso appassionato del ministro Savona sulla politica monetaria quando ha ribadito la sua tesi sulla necessità di un ruolo nuovo per la Bce che agisca come la Fed e come le altre banche centrali. C’è però da convincere il resto dei Paesi e questa sembra una trattativa più complicata perfino della grande questione dei migranti.

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