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Riders, accordo tra 4 aziende del delivery: arrivano paga oraria e…

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lunedì tavolo ministeriale sulle tutele

Riders, accordo tra 4 aziende del delivery: arrivano paga oraria e copertura Inps

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Prime tutele “aziendali” per i ciclofattorini che pedalano per le multinazionali delle piattaforme per la consegna del cibo a domicilio: si va dalla paga oraria integrata da «un quid legato alle prestazioni» al pagamento dei contributi Inps e copertura assicurativa antinfortuni Inail e la cancellazione degli algoritmi di reputazione o ranking.

Sono questi alcuni dei punti salienti della “Carta per i riders”, annunciata da Gianluca Cocco, amministratore delegato di Foodora (una delle aziende top player del settore insieme a Deliveroo, Uber, Glovo e Just Eat) al Festival del Lavoro, in corso a Milano.

Le tutele previste dall'accordo comprendono anche l'assicurazione integrativa per danni a terzi, la formazione continua sui temi della sicurezza sul lavoro e del Codice della strada, dispositivi per la sicurezza (come il caschetto) e agevolazioni per la manutenzione delle bici.

Lunedì via al tavolo ministeriale voluto da Di Maio
La nuova “Carta”, sottoscritta anche da Foodracers, Moovenda e Prestofood, sarà uno dei temi di confronto al tavolo per la regolamentazione del lavoro dei rider promosso dal ministro del Lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, che si riunirà per la prima volta lunedì 2 luglio. Alla riunione sono stati convocati anche i sindacati e le associazioni imprenditoriali.

Rider, arriva la prima Carta dei valori: paga oraria, assicurazione e copertura Inps

A fine maggio a Bologna era stato presentato il primo accordo metropolitano in Europa sui temi della Gig economy, la “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano”, firmata però solo da due piccole realtà (Sgnam e Mymenu), i giganti del delivery non avevano aderito aspettando un confronto a livello nazionale, diventata una delle priorità del ministro Di Maio, che ha inaugurato il suo mandato proprio con un incontro sul precariato con i ciclofattorini - definiti «ragazzi simbolo di una generazione abbandonata a se stessa» - e con le imprese del settore delivery.

Rotta (Pd): passo importante per una carta dei diritti dei lavoratori
«L'accordo tra quattro aziende del settore del food delivery è un primo importante passo verso il riconoscimento di una carta dei diritti dei lavoratori», commenta Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati dem. In questi mesi, ricorda, «il nostro impegno per i lavoratori della cosiddetta Gig economy si è mosso proprio nella direzione di tutele universali in capo ai lavoratori e non al tipo di contratto stipulato». Solo cosi, aggiunge Rotta, «si può superare la dicotomia tra lavoro subordinato e autonomo, inadeguato ad affrontare le nuove sfide della modernità». «Ora il ministro del Lavoro prenda atto che le proposte di nuove forme contrattuali sono superare e - conclude Rotta - venga a più miti consigli prendendo come base di partenza la proposta del gruppo di lavoro del Pd».

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