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Di Maio: «Ridurremo il costo del lavoro per le imprese nella legge di…

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taglio alle pensioni d’oro prima dell’estate

Di Maio: «Ridurremo il costo del lavoro per le imprese nella legge di bilancio»

«Ridurremo il costo del lavoro» per le imprese, «ci stiamo lavorando per la legge di Bilancio». Il giorno dopo il decreto dignità approvato mentre il vicepremier Salvini era al palio di Siena invece che assistere al varo del primo decreto importantye del governo, il vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, al programma di Rai 3 Agorà, getta acqua sul fuoco delle polemiche suscitato dalle misure del decreto legge che aumentano il costo del lavoro. Il Governo, ha spiegato, interverrà su «un abbassamento del costo del lavoro selettivo, su tutte le imprese che hanno un margine di crescita. Le incentiveremo».

Nulla da temere se non si abusa dei contratti a tempo
«Chi non sta abusando di questi contratti e non sta sfruttando non ha nulla da temere», ha detto il vice-premier Luigi Di Maio rispondendo alle critiche sulla stretta relativa ai contratti a termine. «Abbiamo costruito la normativa per evitare che un giovane per anni venga tenuto sempre sulla graticola, con contratti che vengono rinnovati, poi sospesi e poi si passa a contratto di somministrazione. È una tragedia sociale quella che stanno vivendo i giovani. Chi non pratica questi abusi non ha nulla da temere».

Decreto aumenta contenzioso? Rafforziamo tribunali
E alle critiche al decreto sul fatto che si ritiene che il decreto dignità aumenterà il contenzioso a causa della reintroduzione delle causali ha dribblato: «Se il tema è il pericolo di più contenziosi sono tranquillo, perchè il ministro della Giustizia Bonafede ha un piano per rafforzare i tribunali».

Voucher per agricoltura-colf?S e ne può parlare
Poi i vocuher, strumento del quale «si è abusato tra il 2015 e il 2016 all'inverosimile», con «record indegni». «Erano nati per alcuni lavori, come quelli domestici di colf e badanti, e in alcuni casi nell'agricoltura. Se il tema è questo e se ne può discutere», ha sottolineato Di Maio su un tema caro alla Lega dicendo no alla reintroduzione dei «voucher come aveva fatto Renzi e i suoi amici: ci si pagavano anche gli ingegneri...erano usati per un contratto di una giornata a con quello, ai fini Istat, era come se si era lavorato una settimana, e questo aveva fatto impennare i conti degli occupati in Italia». Dello strumento dei voucher «si è abusato tra il 2015 e il 2016 all'inverosimile», con «record indegni», mentre era nato per alcuni lavori, come quelli domestici, colf e badanti, e in alcuni casi in agricoltura.

Tagliamo alle pensioni d’oro: spero ok entro l'estate
«Ho preso un altro impegno con gli italiani: ora tagliamo le pensioni d'oro», ha detto il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, parlando ad Agora' su Rai Tre. «Incardiniamo il disegno di legge al Senato e spero di approvarlo entro l'estate».

Combattiamo i furbi, lasciamo in pace onesti
La filosofia adottata nelle misure fiscali del decreto dignità? «Troviamo i furbi ma almeno lasciamo in pace gli onesti, per creare lavoro». Ha ribadito che strumenti come spesometro e redditometro, erano stati introdotti per combattere l'evasione. «E io sono d'accordo a combattere l’evasione - ha sostenuto Di Maio - ma il problema era che stavano combattendo quelli che rispettavano le regole». L'unica cosa «che dovremo fare è quella di incrociare i dati e trovare i furbi, ma almeno lasciamo in pace gli onesti, per creare lavoro».

Salvini a Siena? Governo compatto
Nel corso della trasmissione sono stati mostrati a Di Maio dei video di Salvini con alcuni interventi sull'immigrazione per chiedergli se condividesse i toni. «Ho conosciuto Matteo Salvini - ha detto il vicepremier - quando nessuno immaginava che le due forze politiche potevano mettersi insieme. Ognuno di noi ha il proprio carattere e il proprio modo di fare. Finchè ognuno sarà se stesso, saremo autentici. E per questo i cittadini o ci apprezzeranno o ci criticheranno. Tutti e due sapevamo chi era l'altro quando abbiamo deciso di metterci insieme in questo governo».

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