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Sulla “dignità” Salvini non ci mette la faccia

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L'Analisi|meglio il palio di siena

Sulla “dignità” Salvini non ci mette la faccia

Era a Siena Matteo Salvini ieri sera. Il vicepresidente e ministro dell’Interno festeggiava la partecipazione al suo primo Palio mentre a Roma il suo governo si riuniva per l’approvazione del cosiddetto “decreto dignitá”.

Il leader della Lega non fa nulla per caso. Va bene onorare la promessa di presenziare la manifestazione di Piazza del Campo, qualora alle amministrative avesse vinto il candidato sindaco del centrodestra Luigi De Mossi come è poi avvenuto. Ma certo non basta a giustificare l’assenza ieri da Palazzo Chigi.

Il fatto è che Salvini, Palio o non Palio, a quel Consiglio dei ministri non voleva proprio esserci. I contenuti del provvedimento non piacciono alla Lega e al suo elettorato. Che Di Maio per un giorno gli abbia rubato la scena, per mettere il timbro pentastellato sulle nuove disposizioni sul lavoro non gli dispiace affatto.

Salvini si è girato dall’altra parte lasciandoglielo fare. Il principio già adottato in altre occasioni è: se non puoi vincere almeno fingi di essere disinteressato. E così ha fatto. Non solo si è tenuto a debita distanza dal cdm ma, per un comunicatore professionista qual è, non un tweet o un post per commentare quanto i suoi colleghi di governo si accingevano a fare è stato messo in rete dal capo leghista.

Restare lontani da Roma potrebbe rivelarsi però un boomerang in futuro: il leader del partito accreditato di essere in cima alle preferenze degli italiani e vicepremier nonché ministro dell’Interno non può pensare di cavarsela senza metterci la faccia.

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